EXPO 2015: padiglioni & istruzioni (per sopravvivere)

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Avete comprato il vostro biglietto per l’EXPO 2015 e siete pronti per avventurarvi tra chilometri di padiglioni e promozioni? Di seguito alcune istruzioni per l’uso, maturate dopo la mia visita di sabato. Punto numero uno: non andateci di sabato (o di domenica)! Se lo fate, aspettatevi le stesse code di Gardaland a Ferragosto. Alcuni previdenti si sono portati un ombrellino per ripararsi, altri trasformavano le mappe EXPO in cappellini di carta.

Punto numero due: portatevi bottigliette d’acqua che potete riempire alle numerose fontanelle, e scarpe comode. Ne avrete bisogno. E una borsa di stoffa se pensate di fare acquisti. Il cibo non costa pochissimo ma potete trovarne una selezione mondiale (di qualità variabile).

L’EXPO 2015 ha come tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, e certamente questi temi sono trattati nella maggior parte dei padiglioni e cluster, anche se con esiti tra l’inquietante e il fantascientifico. Alcuni stati inneggiano agli OGM e alla produzione alimentare industriale, alcune corporation – come McDonald e Coca Cola – ci ricordano quanto siamo disconnessi da un concetto di cibo che sia davvero nutriente. In molti padiglioni e cluster l’obiettivo sembra più che altro la promozione turistica e la vendita di souvenir, per lo più non legati al cibo.

Dal sito dell’EXPO 2015:

Per sei mesi Milano diventerà una vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri.

Dove iniziare? Eccovi una scelta dei padiglioni che mi sono piaciuti di più – anche se ammetto che a causa delle lunghissime code ne ho visti meno della metà, perdendomi Eataly e il padiglione dell’Italia. Per metà giornata inoltre l’altra metà dell’Expo ci è stata inaccessibile perchè separata dal muro di pizza…ossia il tentativo ufficiale di pizza più lunga del mondo che ha tagliato a metà l’EXPO con esiti logistici terribili.

Cosa ci è piaciuto:

– Il succo fresco di baobab e gli snack locali al padiglione (cluster) del Gambia

– I food truck, la ruota panoramica (che rappresenta l’economia circolare), le installazioni e la mostra sull’agricoltura tecnologica nel padiglione dell’Olanda. E la loro musica a tutto volume!

– Il padiglione del Montenegro per l’installazione di fili di lana sul soffitto e l’enorme specchio sul pavimento, e quello della Slovenia per l’architettura, il display interessante e multisensoriale.

– Il padiglione di Slow Food per essere l’unico esclusivamente dedicato al tema della sostenibilità economica, sociale e ambientale della produzione alimentare. La degustazione di vini e formaggi che si può comprare è ottima! Il padiglione, interamente in legno e disegnato da Herzog e de Meuron, è circondato da orti in cui potete rilassarvi prima di riprendere la vostra camminata sotto il sole.

– Il padiglione della Polonia per il bellissimo giardino sul tetto, il video di animazione che ripercorre le vicende della storia polacca, il supermercato di cibi polacchi e l’intrattenimento per bambini al piano terra.

– L’Austria e la sua foresta rinfrescante. Anche il cibo sembrava buono.

– Il padiglione dell’Estonia (vedi la prima foto sopra e qui sotto) per architettura, concetto e display. E per le loro altalene di legno e installazioni che incoraggiano l’intervento del pubblico.

– Il cluster Frutta e Legumi per la mostra/orto all’aperto.

– Il padiglione Irlanda ha concerti di musica all’aperto.

Se siete andati fatemi sapere quali sono state le vostre impressioni.

Io sono tornata a casa con:

– Un santino magnetico del papa “Non di solo pane” (regalo del padiglione della Santa Sede).

– Un libro su Milano (acquistato nel supermercato Coop del futuro)

– Due calici da vino Bormioli donati da Slow Food (erano parte del menu degustazione)

– Un mare di volantini di stati che vogliamo visitare, quali l’Uzbekistan, il Montenegro, il Kyrgyzstan e tutte le isole del mondo. Inclusa la Nord Corea, che era nel cluster delle isole (??)….

– Una cartolina nord-coreana con relativa busta con gattini e cagnolini ad acquerello.

– Un gran mal di piedi.

P.S. Non escludo che possa esserci un post Expo parte 2 se ritorno per rivedere ciò che mi manca, la prossima volta con le scarpe-pattino e un ombrellone per il sole.

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