Studio Arhoj: da Tokyo a Copenaghen


Foto: Chasing Hygge / V. Borsotti

Quando oltrepassate la soglia dello studio di ceramica Arhoj, nel quartiere di Islands Brygge, siete subito immersi in un universo di colori. Oltre a ceramiche ‘funzionali’, come piatti, ciotole e tazze, troverete strani oggetti che ricordano vagamente i mostri e gli spiritelli di Miyazaki. In altre parole sarà molto difficile uscire dalla medesima soglia senza aver acquistato qualcosa – una piccola tazzina da caffè espresso color acquamarina o un piccolo fantasma di ceramica della collezione Ghost e Lava, per esempio.

Foto: Chasing Hygge / V. Borsotti

Il negozio è anche laboratorio. Mentre vi aggirate tra tazze, vasi, vasetti, bicchieri e tote bags potete spiare il lavoro degli artigiani che danno i tocchi finali alle ceramiche. Lo studio, inizialmente aperto a Tokyo una decina di anni fa dal danese Anders Arhoj e ora in pianta stabile qui a Copenhagen, vale decisamente una visita.

Se vivete lontani dalla Danimarca potete trovare le ceramiche di Arhoj sul loro shop online cliccando qui. Qui sotto una piccola selezione di quelle che ho acquistato finora – grazie a una graditissima gift card ricevuta a Natale…le immagini del collage sottostante sono tratte dal catalogo online del negozio.

studio arhoj

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Book Review: MESS. Il manuale interattivo di Keri Smith

Il libro di questa settimana subirà grandi trasformazioni a breve. Verrà pure seppellito per tre giorni, dato che voglio seguire proprio tutte le istruzioni dell’autrice. Questo manuale si intitola MESS, ossia “confusione” o “disordine”, e vi invita a fare proprio questo! L’autrice Keri Smith, vulcanica artista canadese, scrive che uno degli handicap che blocca gli artisti di ogni genere è “l’attitudine reverenziale a fare cose belle, accurate e perfette. Questo manuale è un inno al disordine, e attraverso le sue pagine da colorare, stropicciare e maltrattare ci spinge a creare “senza pensare troppo al risultato”.

Qui sopra ho fotografato una selezione di pagine…come vedete il libro si compone di una miriade di esercizi, da eseguire nell’ordine desiderato. La cosa che amo più di tutte è l’incredibile varietà e creatività delle idee proposte da Keri Smith, che ci guida attraverso le più svariate tecniche artistiche contemporanee o tradizionali. Spesso l’autrice aggiunge la postilla “further research” agli esercizi, invitandoci a conoscere pittori, designer e tradizioni artistiche da tutto il mondo che adoperano la tecnica o l’ispirazione presentata: da Bruno Munari ai tessuti Boro del Giappone (che andrò subito a cercare!).

Il layout è incantevole. L’unica pecca è che le pagine sono TROPPO piccole! Il libro è in formato tascabile, e per un concetto del genere io avrei senz’altro creato un libro di dimensioni più grandi. D’altro canto Keri Smith ha concepito questo manuale come un oggetto facile da portare con sé…il che in un certo senzo giustifica le sue dimensioni (sono le stesse di un moleskine grande).

Mess – The Manual of Accidents and Mistakes, può essere usato in molti modi: per ispirare creazioni artistiche, per distrarsi, per meditare, per divertirsi, per scaricare la rabbia distruggendo le pagine (ci sono molti esercizi del genere, vedrete), per giocare con altre persone (vedi foto sopra) e per conoscere artisti, designer e approcci creativi diversi. Mi è stato regalato da Andreas per Natale (grazie!!!), e per ora ho “interagito” solo con questa pagina qui sotto:

Vi chiederete: che cos’è quest’obbrobrio? L’esercizio consisteva nel “colorare la figura a occhi chiusi – o al buio“. Non so se l’avete mai fatto….diciamo che io ero convinta di avere colorato tutta la pagina, uscendo dai bordi della figura. Mi ricorda un pò il modo di colorare dei bambini piccoli. Sicuramente colorare a occhi chiusi non è una cosa che farei normalmente…il bello di MESS è proprio questo. Vi invita a creare, ma in modo diverso. Senza preoccuparvi della logica o della perfezione di ciò che fate. E spesso e volentieri vi farete due risate.

Non vedo l’ora di seppellirlo.

P.S. Di Keri Smith avevo recensito questo altro fantastico libro. E questo è il link al suo blog.

Un libro a settimana: Print Workshop

Stampare a mano: con blocchi di linoleum o vinile, oppure filo, legno, tuberi, tecniche serigrafiche, stencil e perfino con i kit per cianotipia…questo libro creato da Christine Schmidt dello Yellow Owl Workshop di San Francisco comprende una miriade di tecniche! E’ un libro pratico, con illustrazioni e fotografie di qualità e spiegazioni precise. Va bene sia per gli adulti sia per progetti di stampa da realizzare con i bambini, e include i modelli da utilizzare, una lista di siti e negozi dove comprare strumenti vari e un glossario. E’ un volume piccolo ma completo, e piacevolissimo da sfogliare per cercare ispirazione. Eccovi altre foto del libro, in cui potete vedere alcuni dei progetti DIY presentati:

 La stampa effettuata con la cianotipia è divertentissima – ne vedete un esempio qui sopra nel terzo riquadro (in basso). Si può ottenere con dei kit appositi (io ne ho comprati un pò al planetario di Copenaghen) oppure miscelando sostanze chimiche. Basta sovrapporre degli oggetti o dei ritagli di carta ad una superficie preparata appositamente, esporre alla luce del sole e voilà. Se siete interessati a questa tecnica date un’occhiata qui.

Invece qui sotto vedete una stampa che ho realizzato usando uno dei templates di Print Workshop. La uso spesso per cartoline e per stampare carta regalo – lo stampino l’ho creato con un blocco di vinile della Speedball e una sgorbia. L’inchiostro è di una marca giapponese fantastica, si chiama Versofine e si può usare anche su stoffa.

Print Workshop è un libro consigliatissimo se vi piace stampare a mano. Se volete dare un’occhiata al sito dell’autrice è questo: Yellow Owl Workshop e questo qui è il suo blog, nuovo di zecca. Meritano una visita. E se avete libri di stampa grafica in inglese o italiano da raccomandare condividete i titoli nei commenti!

P.S. Appena trovo le stampe cianotipo che avevo fatto un pò di tempo fa le posto sul blog.

Print Workshop er en god bog med masser af “hand-printing” projecter – du kan se billeder herover. Den sidste billede med fuglen er et tryk jeg har selv lavet med en af bogens templates (lavet med vinyl og carving tools fra Speedball). Print Workshop er skrævet af Christine Schmidt fra Yellow Owl Workshop i San Francisco.

Timbri fatti a mano & un concorso del Band Loch!

20121003-163124.jpgCreare timbri a partire da una semplice gomma è semplice e rilassante….oddio, rilassante se vi piace intagliare immagini piccolissime su piccole gomme! Io ho un debole per le miniature. Servono solo pochi attrezzi: un taglierino, una gomma, una sgorbia (nome tremendo che indica lo strumento da intaglio) e naturalmente un disegno da trasferire sulla gomma. Ta-da!

L’altra sera stavo tagliuzzando un pò di gomme e provando i timbri su stoffa (qua sopra) e mi sono ricordata di un concorso promosso dal Band Loch che scade tra qualche giorno. Se volete sottoporre un vostro design da stampare sulla prima shopping-bag mai realizzata dal Band Loch…leggete bene le istruzioni sul loro sito e inviate la vostra creazione! Avete tempo fino al 9 ottobre. Se non conoscete il sito del Band Loch e le loro iniziative potete dovete dare un’occhiata cliccando qui.

P.S. per coloro che volessero cimentarsi nella creazione di timbri ho appena trovato un blog con un bel tutorial in italiano, eccolo qui. E questo tutorial, fantastico, in inglese, usando prevalentemente il taglierino. Devo provare con questa seconda tecnica, sembra che il risultato venga molto più preciso.

♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥

Jeg tror at lave handmade stamps er rigitgt afslappende, især hvis man bruger bare en viskelæder. Der er mange gode tutorials online for det, men denne her er min favorit.

Også, den italienske Band Loch har en rigtig spændende contest i gang – men instruktioner er kun på italiensk, desværre. Her kan du læse mere om det hvis du kan italiensk :-)

Mostre & crafts al Copenhagen Art Festival 2012

Il Copenhagen Art Festival è una tradizione recente, ma ogni anno che passa diventa sempre più esteso il numero degli eventi organizzati e delle location coinvolte. Quest’anno il tema principale era il concetto di “community” (fællesskab), e gli organizzatori hanno voluto indagare la capacità dell’arte di coinvolgere il pubblico, creare dibattito, dare emozioni, unire, dividere e sfidare. Il risultato è stato una nutrita serie di mostre e workshop che per la maggior parte erano anche interattivi/e e divertenti. Ecco qualche foto fatta tra una mostra e l’altra…

Nella foto qui sopra Andreas sta prendendo il volo appeso al pallone gigante simbolo del festival…una sfera fluttuante con cui chiunque può interagire, bambini e non. Ce ne sono diverse sparse per la città.

Uno dei laboratori più divertenti è stato quello organizzato dall’artista Berit Nørgaard, dal titolo I AM YOURS. Berit ha guidato ogni partecipante nella creazione di due quaderni identici a testa: uno era per noi da tenere, l’altro avremmo dovuto darlo ad uno sconosciuto/a incontrato per caso durante il festival. Il mio è finito nelle mani di una turista francese. Nel processo ho imparato a rilegare quaderni in finta pelle, è divertentissimo! Ecco qualche foto che ho scattato con instagram durante il workshop:

Ed ecco qui sotto il prodotto finito. Ciascuno di noi era libero di scegliere il colore della copertina, del filo per rilegare e i washi tape usati per decorare (a scelta). Sulla prima pagina del quaderno è stampata la scritta “Are you thinking what I am thinking?”.

Spero che la turista francese apprezzi il regalo fatto da una perfetta sconosciuta! Lì per lì era abbastanza sorpresa :-) Del resto credo sia parte del workshop/performance creare nuove relazioni semi-accidentali tra estranei…Questo il sito dell’artista, con più info riguardo ai suoi progetti tra arte e intervento sociale.

Foto er fra Copenhagen Art Festival, som er lige blevet færdig. Der var masser af udstillinger, workshops og lectures. Temaen var “kunst i fællesskab“, og intentionen bag festivalen var “at fremhæve den evne kunst har til både at engagere, skabe debat, begejstre, samle, dele og udfodre os”. Vi også var med i en gratis notesbog workshop med kunstner Berit Nørgaard: ideen var at lave to identiske notesbøger, og at beholde den ene og give den anden til en fremmed. Du kan se mine notesbog fra billede jeg tog med instagram. Og jeg har givet den anden til en fransk turist…

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Welcome Home

Here we are, back home again from a wonderful trip to California and Seattle. Sorry I haven’t really updated the blog lately, but it was nice to take a break from everything. I’ll be back on track very soon, I promise!

(The photo above was taken by Andreas in the center of Copenhagen, two years ago, during the winter. And I’ve scribbled on it with my favourite app Brushes, for Ipad. I want to do more of that, it’s fun! Thanks Ando for letting me play with your art.)

Needlework Book Covers

Book publisher Penguin is launching a new series of book called “Penguin Threads”. Penguin hired artist Jilian Tamaki, who first sketched and then hand-sewed the art on the cover of  three classic novels: Emma, Black Beauty and The Secret Garden. The final covers are sculpt-embossed in order to reproduce the tactile feeling of the original needlework. In the image above, you can see the beautiful cover for The Secret Garden. Below are the covers of two other novels:

I am a great fan of needlework, especially free embroidery. I find it relaxing. Don’t you think these covers will make readers want to grab the books in a bookstore?

Cultural Prescriptions in Finland

The city of Turku, in southern Finland, is the European Capital of Culture for 2011. Indeed, the city organized a wide array of events to celebrate, and has introduced a quite interesting initiative: doctors in the municipality of Turku are prescribing cultural events to treat their patients.

“The cultural prescriptions available through doctors’ appointments in Turku health centres entitle free admission to certain main events during the Capital of Culture year” according to the Turku 2011 website.

The initiative is part of the “Art and culture for well-being programme” promoted by the Finnish government “to promote well-being and health by means of art and culture and to enhance inclusion at the individual, community and societal levels”. I found the initiative really interesting. I cannot even imagine my doctor prescribing a ticket to the ballet or the circus in order to treat my headache…but I guess I would appreciate it.

If you want to read more about this initiative – and read some of the research made in Finland about the healing value of culture – follow this link.

Kerry James Marshall

At a recent show at Gammel Strand I discovered American artist Kerry James Marshall, and I fell in love with his artwork.

“Vignette 13” 2008, K.J. Marshall“Could this be love”

“Better Homes Better Gardens”

“Vignette #2”

Marshall (below) was born in Birmingham, Alabama and grew up in South Central, L.A. He currently lives and work in Chicago. His upbringing deeply influenced his approach to making art: “You can’t be born in Birmingham, Alabama, in 1955 and grow up in South Central near the Black Panthers headquarters, and not feel like you’ve got some kind of social responsibility. You can’t move to Watts in 1963 and not speak about it. That determined a lot of where my work was going to go” (from the PBS website).

His work references a wide range of artists and art styles – from comic books to Renaissance paintings. In an interview with The Bomb he declared: “The issue for me has never been whether it’s possible to paint, but how to find a way to make painting exist powerfully in the face of all of the other options artists have available to them.”

If you want learn more about Kerry J.Marshall, here is a really interesting interview about his comic drawings project, “Rythm Mastr”, and here is another good interview from The Bomb (quite old though, is from 1998).