Scrittura creativa: Wild Mind di Natalie Goldberg

Nonostante ultimamente io non brilli in fatto di scrittura creativa (questo blog è stato aggiornato molto sporadicamente!) sto leggendo molti libri sul tema. Wild Mind – Living the Writer’s Life è decisamente uno dei miei preferiti, tant’è che lo sto leggendo per la seconda volta. L’idea è semplice e affascinante: l’autrice considera la scrittura come una pratica Zen, e propone una serie di capitoletti brevi, a metà tra il memoir e un manuale di scrittura, ciascuno corredato da uno o due esercizi. Geniale.

La Goldberg è una che di Zen se ne intende, avendolo studiato per anni con il maestro Katagiri Roshi (di cui parla spesso in Wild Mind). E’ un’autrice prolifica che crede nel “far andare la mano” sul foglio senza fermarsi. Per dieci minuti al giorno, per quindici, per due ore. Possibilmente in compagnia di un compagno di scrittura, magari in un caffè, per fare della scrittura una pratica piacevole e non necessariamente solitaria. La Goldberg dice al lettore di prendere la scrittura un po’ come la meditazione. Oppure come una pratica sportiva, che richiede esercizio costante. Da un’intervista con l’autrice:

I consider writing an athletic activity: the more you practice, the better you get at it. The reason you keep your hand moving is because there’s often a conflict between the editor and the creator. The editor is always on our shoulder saying, “Oh, you shouldn’t write that. It’s no good.” But when you have to keep the hand moving, it’s an opportunity for the creator to have a say. All the other rules of writing practice support that primary rule of keeping your hand moving. The goal is to allow the written word to connect with your original mind, to write down the first thought you flash on, before the second and third thoughts come in.

(The Sun Magazine, Keep the Hand Moving)

Wild Mind spiega la differenza tra la scrittura diaristica e la pratica di scrittura stile Zen: nel diario pensiamo, riflettiamo su avvenimenti e emozioni, nella scrittura Zen non pensiamo – esattamente come nella meditazione. L’autrice propone anche alcuni esercizi un po’ diversi dal solito, come esercizi di scrittura “orale”, una sorta di spoken word o poesia improvvisata per rilassare la mente.

Non so quanto sia facile reperire il libro…io l’ho trovato in una libreria hippy di seconda mano a nord di San Francisco. La Goldberg ha un seguito di culto, quindi spero che gli interessati riescano a trovarne una copia!

A prestissimo – cercherò di aver più costanza nel muovere la mano sulla tastiera del computer per riempire le pagine virtuali di questo blog.

P.S. sempre a proposito di scrittura, ieri ho letto questo bellissimo pezzo dell’autrice Antonella Bukovaz. Fa parte della serie “La formazione della scrittrice” sul meraviglioso blog vibrisse, bollettino (di Giulio Mozzi).

Alcune considerazioni sulla scrittura e i waffles (senza ricetta)

Old Manual Typewriter

Mi piace sempre imparare nuovi termini di slang inglese o americano.

Avete presente quei pancakes soffici chiamati waffles? Negli ultimi due giorni mi sono imbattuta due volte in questo termine, ma in riferimento al linguaggio. Questa la definizione del Cambridge Dictionary:

WAFFLE: talk or writing that uses a lot of words but does not give any useful information.”

Ho appena letto un articolo del Guardian che parla del linguaggio pretenzioso – o waffle talk –spesso usato dalle gallerie d’arte per descrivere le proprie mostre. Alcuni studiosi hanno coniato un acronimo, secondo me geniale, per descrivere il fenomeno: IAE, ovvero International Art English. Le sue caratteristiche sono frasi lunghissime e contorte, l’uso di paradossi pomposi, la profusione di avverbi e l’abuso costante delle stesse parole chiave (“the real”, “articulation”…).  Neanche a farlo apposta, Andreas mi ha appena detto ridendo di aver letto, sul sito di una rivista di arte contemporanea, precise istruzioni  su come NON descrivere le proprie opere d’arte quando si inviano per la selezione: “pretentious waffle will be rejected”.

Diciamo che sono per natura allergica alla sintassi labirintica. Quando studiavo antropologia volevo morire ogni volta che dovevo affrontare la scrittura di Bourdieu. Le sue frasi lunghe 20 righe con mille incisi mi facevano sempre venire voglia di bruciare il libro. Fortunatamente era della biblioteca universitaria ed è stato graziato. Ovviamente quando si parla di scrittura accademica sono disposta a chiudere un occhio. Per i flyer delle gallerie un po’ meno, ma mi faccio due risate.

SomersetMaugham
Questa riflessione sulla “waffle talk” mi ha fatto venire in mente un grande sostenitore dell’esatto opposto: lo scrittore inglese William Somerset Maugham (qui sopra). Nel suo libro The Summing Up, Maugham ci ha lasciato alcune preziose riflessioni sulla scrittura. Il suo stile semplice e diretto è, per sua stessa ammissione, il risultato di un’ innata difficoltà ad usare figure retoriche complesse e vocaboli ricercati. Anche io ho lo stesso problema del signor Maugham.

Le sue considerazioni sulla scrittura sono una grande ispirazione – riporto qui un paio di stralci (in inglese). Il grassetto l’ho aggiunto io.

“I put aside all thought of fine writing. I wanted to write without any frills of language, in as bare and unaffected a manner as I could…I had an acute power of observation and it seemed to me that I could see a great many things that other people missed. I could put down in clear terms what I saw. I had a logical sense, and if no great feeling for the richness and strangeness of words, at all events a lively appreciation of their sounds.

I knew that I should never write as well as I could wish, but I thought with pains I could arrive at writing as well as my natural defects allowed. On taking thought it seemed to me that I must aim at lucidity, simplicity and euphony. I have put these three qualities in the order of the importance I assigned to them.”

Links:

L’articolo del Guardian sull’International Art English: A user’s guide to art-speak.

The Summing Up di W.S. Maugham

La foto di Maugham viene da blog A Bloomsbury Life

Un libro a settimana: WHAT IT IS di Lynda Barry

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WHAT IT IS è un graphic novel/manuale di scrittura creativa prodotto dalla grandiosa Lynda Barry, scrittrice, illustratrice, cartoonist e artista statunitense. Come potete già intuire dalle fotografie qui sopra questo libro ha uno stile decisamente unico, molto poco minimalista. Anzi, direi che è l’antitesi del minimalismo e dell’estetica controllata e bilanciata!

Ogni pagina è illustrata attraverso collage e disegni. Perfino la sezione finale degli esercizi per sviluppare idee creative è interamente disegnata – e scritta – a mano. Barry si interroga (e ci interroga) sul potere delle immagini e dell’immaginazione. WHAT IT IS alterna pagine di memorie illustrate della vita di Barry a sezioni che invitano il lettore a riflettere sul processo creativo, con domande come “Is a dream autobiography or fiction?”, “Experience. Is it something you have? Or something which has you?”, “Where is a story before it becomes words?”. E dato che secondo Lynda Barry l’attività creativa è essenziale per la nostra salute mentale, il libro si conclude con un geniale “activity book”.

E se avete un pò di tempo, magari mentre scrivete o sferruzzate o fate le pulizie, vi consiglio di ascoltare questo intervento di Lynda Barry dedicato alla creatività – è un podcast gratuito in inglese. Scommetto che anche voi ve ne innamorerete! Se cliccate qua sotto potrete sentire Lynda parlare del processo della scrittura (il frammento dura poco più di due minuti):

Lynda Barry – A Writer’s Process from the New York Times

Barry su wikipedie sul New York Times

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Jeg elsker den her bog af cartoonist, kunster, forfætter og illustrator Lynda Barry! WHAT IT IS er en inspirerende how-to-manual/graphic novel om kreativitet og creative writing, med masser af collage, cartoons og writing opgaver. Her du kan høre en rigtig god podcast : Lynda Barry snakker om den kreative process og om writing. Check denne podcast når du har en time tid. It’s worth it!! Hvis du ikke har tid, her kommer en kort (2 minutter) audio file fra The New York Time, hvor Lynda snakker om WHAT IT IS and “a writer’s process”. Nyd det!

Scrittura Creativa/2: le basi da Rookie

Imagesource: mols.tumblr.com

Recentemente ho scoperto l’esistenza di una rivista americana online dedicata esclusivamente alle teenager, Rookie magazine. A differenza di altre pubblicazioni tipo Seventeen o il nostro Cioè, Rookie ha un’impostazione femminista, dei contenuti di alta qualità, e vanta una serie di collaboratori veramente bravi. Anche se ho superato i trenta mi sono divertita a sfogliare le pagine virtuali di Rookie e a leggere molti degli articoli. Uno di questi, dedicato alla scrittura, è particolarmente interessante e ricco di risorse utili per chiunque voglia cimentarsi a scrivere racconti o romanzi. Ho pensato di fornite qui un mini-riassunto delle basi della scrittura creativa per rookies, teenager o adulti che siano :-) I consigli dell’autrice, la scrittrice Stephanie Kuehnert, sono sostanzialmente questi:

1) Tieni a disposizione una serie di quaderni in cui appuntare le tue idee, sia per fiction che per saggi, e abbi sempre con te un taccuino in caso ti venga una brillante idea on the go.

2) Sognare ad occhi aperti è importante: una volta trovata l’idea per il tuo racconto pensaci su anche mentre stai andando a fare la spesa o stai facendo le pulizie. Continua a svilupparla. E leggi il più possibile, romanzi, saggi, riviste. Stephanie cita anche Pinterest e la creazione di buone playlist musicali come strumenti utili per trovare ispirazione.

3) Disciplina! L’ideale sarebbe scrivere un pochino ogni giorno. Come nell’esercizio fisico o nella pratica musicale, anche nella scrittura è importante tenersi in allenamento.

4) Datti il tempo necessario per scoprire come funziona iil tuo processo creativo…ognuno è diverso. Stephanie consiglia in particolare alcune risorse utili in fase di scrittura: il libro Plot & Structure di James Scott Bell e il software Scrivener, per esempio.

5) Dedica molto tempo e molte energie alla fase di revisione. Qui l’autrice dà un bel pò di consigli specifici, e consiglia in particolare di avere dei lettori fidati e di utilizzare manuali di stile come il famoso Chicago Manual of Style (un bel mattone ma effettivamente la risorsa più completa per chi scrive in lingua inglese).

Stephanie dà anche consigli preziosi in merito alla separazione tra vissuto personale e pura finzione. Insomma, se vi interessa l’argomento questo articolo è consigliatissimo, ecco il link. Leggendolo vi farete anche un’idea dello stile di Rookie!

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Rookie magazine er et amerikansk online blad for teenage piger – med der ligner slet ikke Seventeen. Rookie har en stærk feministisk perspektiv, kvalitet af writing er rigtig høj og de har særlig cool writers og collaborators. Jeg anbefaler især den her artiklen om creative writing, det er fuld af gode ideer, og det er en god møde på at lære Rookie magazine at kende – er du 13 som 43 år :-)

Scrittura creativa, un poco al giorno

Dall’inizio di quest’anno mi sono iscritta alla newsletter americana di un social network della scrittura. Si chiama Figment. La newsletter contiene ogni giorno esercizi diversi di scrittura creativa, e devo dire che sono tutti davvero ottimi. Solitamente non amo questo tipo di esercizi…mi sembrano sempre forzati. Invece quelli di Figment stranamente funzionano, mi fanno venire voglia di scrivere. Quello che vedete qua sopra nella grafica è il frammento di uno di questi “prompt” giornalieri. Io mi salvo le newsletter settimanali con i riassunti di tutti i consigli giorno per giorno – a fine anno ne avrò centinaia, l’equivalente di un manuale di scrittura!
Partendo dai figments cerco di scrivere una mezz’ora al giorno  E’ rilassante e mi aiuta a non perdere del tutto l’italiano. Io speriamo che me la cavo!

Eccovi qua un esempio degli esercizi giornalieri (e se vi interessa iscrivervi cliccate qui):

“Keep your ears perked in the next few days, and when you overhear someone say something interesting-whether that person is a family member in the next room, one of your neighbors talking to another, or a stranger on her cell phone-make that the starting line of a scene. Hint: Conversations tend to be juicier when people are in disagreement, though they don’t have to be flat-out fighting.”

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I Januar har jeg tilmeldt mig til Figment newsletter. Figment er en social network dedikeret til creative writing, og hver dag sender de dig en email med en “writing prompt”, en lille creative writing opgave. Du kan se en eksempel herover, på engelsk. Jeg kan faktisk anbefaler den newsletter, opgaverne er sjove og altid gode til at inspirere dig til at skrive. Jeg har selv en lille writing routine hver dag nu, og jeg bruger deres prompts. Og at skriver hver dag er en god måde på at ikke glemme min italiensk :-)

Bare clik her for at tilmeld dig hvis du er interesseret.