Porridge d’avena per lo svezzamento (e l’approccio danese al cibo per bebè)

Dopo avere allattato Seb esclusivamente al seno per sei mesi, da settembre abbiamo introdotto le prime pappe. Nel post precedente avrete letto che i neogenitori in Danimarca sono affiancati da una puericultrice, prodiga di consigli estremamente utili. La nostra esperta ci ha consigliato di scaricare le linee guida per lo svezzamento del sistema sanitario danese, disponibili sia gratuitamente in formato ebook che a pagamento (prezzo simbolico) per un libro cartaceo che viene spedito a casa.

Il libretto, che vedete qui sotto, è un libro di consigli e ricette che provvede consigli non solo per lo svezzamento ma anche per la dieta di bimbi e bimbe fino a due anni. Si chiama “Mad Til Små”, cibo per i piccoli, ed è pensato per ispirare la creazione di ricette sane e adatte alla dieta di tutta la famiglia. È corredato da fotografie molto ben curate, il che è stata per me una piacevole sorpresa.

Le pappe che vengono proposte per lo svezzamento sono simili a quelle proposte in Italia, ma con una differenza significativa, a mio parere (a parte la preferenza per alimenti tipicamente…danesi!). Anzichè prescrivere ricette da riproporre per diverse settimane (e con misure specifiche), come credo sia d’uso in Italia presso molti pediatri, l’approccio danese è un poco più rilassato.

Vengono suggerite pappe a base di farine, pappe esclusivamente a base di verdure (broccoli, cavolfiori, pastinaca, patata dolce, zucchine, e una serie di tuberi danesi di cui non conosco il nome in italiano!) e molto presto si inserisce anche la colazione, un porridge d’aveva servito con mousse alla frutta (trovate la ricetta in calce!). Le farine o i fiocchi utilizzati sono generalmente prodotti non “per bebè” – per fare la pappa di riso viene consigliata la farina di riso etc. Se la mamma vuole, può utilizzare come prima pappa una mousse di broccoli e pastinaca! I latticini sono invece off limits fino almeno al nono mese, dunque niente parmigiano. L’allattamento al seno o artificiale è considerato la fonte principale di nutrimento dei piccoli fino all’ottavo mese.

Gli omogeneizzati di sola carne o solo pesce sono praticamente introvabili qui, e generalmente le mamme non vegetariane preparano polpette (con un poco di uovo e cipolla) da surgelare e da inserire nella pappa. La maggior parte delle mamme prepara un misto di verdure e di alimenti proteici (carne, legumi, pesce) sia a pranzo che a cena, tenendo i cereali per la colazione. Niente zucchero, niente succhi ne biscotti per bambini fino ad almeno un anno di età.

A pranzo (e a volte anche a colazione) viene spesso proposta una pappa fatta con fette di pane di segale tenute in ammollo tutta la notte, l’øllebrød (vedi foto).

La merenda a base di frutta viene introdotta abbastanza presto, e così anche i grossi pezzi di verdura e frutta (cetriolo, carota, melone, mango, mela) che i piccoli vengono incoraggiati a tenere in mano e ciucciare durante il pasto, per dare loro la sensazione di essere maggiormente “attivi” durante il pasto. L’autosvezzamento non è ufficialmente consigliato, ma ci sono molte mamme che lo praticano con successo.

Dall’ottavo mese vengono introdotti cubetti di pane di segale con toppings come la crema al salmone affumicato, l’hummus o i pezzetti di avocado (mini hipsters!). Raggiungeremo quel traguardo tra una decina di giorni.

E dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, ecco la ricetta del porridge d’avena. Per realizzarla non cercate prodotti per baby ma semplicemente fiocchi d’avena bio. È meglio utilizzare quelli tritati fini (che qui sono usati anche per fare il porridge in versione adulta, aka senza latte artificiale). Nella foto qui sotto vedete i fiocchi tritati fini a sinistra, e a destra quelli tritati grossi.

Porridge d’avena per la colazione (dai sei mesi)

Ingredienti:

  • 1 dl di avena
  • 2,5 dl acqua fredda
  • 1/2 cucchiaino olio o burro
  • 3 misurini di latte artificiale in polvere
  • 1 cucchiaio di mousse di fragole o altri frutti di bosco (o omogeneizzato alla frutta)

Procedimento:

  1. Porta a ebollizione l’avena e l’acqua in un pentolino.
  2. Abbassa la fiamma e cuoci per circa 2-3 minuti mescolando in continuazione.
  3. Spegni e mescola l’olio o il burro nel porridge. Aggiungi il latte in polvere.
  4. Servi il porridge con la mousse di frutta.
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Esplorando Helsingør

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Helsingør – anche chiamata Elsinore in inglese – è una cittadina a circa 45 minuti di treno a nord di Copenhagen, e di recente si sta conquistando un certo nome in campo culturale. Noi ci abbiamo passato una giornata qualche tempo fa, con la scusa di visitare il nuovo M/S Maritime Museum of Danmark. I fan degli archi-star avranno sentito parlare dell’edificio, progettato dal multi premiato studio danese BIG – Bjarke Ingels Group.

Il museo si trova vicino al famoso castello di Amleto, sulla costa. Da lontano non vedrete nulla, dato che l’edificio si trova…sottoterra. Il museo ha mostre interattive di ogni genere, le esperienze offerte vanno dalla caccia al tesoro a occhiali-realtà virtuale per sperimentare tempeste (i sacchetti antivomito si trovano a fianco dell’espositore, just in case), allo stand dove potete improvvisarvi tatuatori/tatuandi. I bambini erano al settimo cielo.

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/Photo: Iwan Baan/

Il Maritime Museum ci e’ piaciuto molto anche se avremmo voluto un po’ piu’ di sostanza nel contenuto delle mostre, ma lo consigliamo agli amanti del mare e dei musei interattivi. Il gift shop è una sorta di boutique con una selezione geniale di prodotti, dalla cosmetica ai libri alla moda…avrei comprato tutto.

Nonostante Kronborg, il famoso castello di Amleto, sia l’attrazione principale di Helsingør non ci siamo mai andati. Stiamo aspettando di visitarlo in occasione di qualche spettacolo teatrale, come le rassegne shakespeariane che hanno luogo ogni estate. Non abbiamo però potuto resistere alla foto con il teschio d’oro strategicamente piazzato vicino al castello…(notare il clima polare a giugno! argh).

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Vicino al castello e al museo abbiamo trovato un locale hispter dedicato ai cultori del caffè e del the, Strandvejsristeriet – eccezionale. Questo esercizio dal decor ultra-danese (lampade vintage, pelli di animale e candele)  funge da caffetteria e da negozio, ci siamo riposati e riscaldati con un caffè preparato con aeropress mentre fuori pioveva.

Portræt

/Photo from Strandvejristeriet’s homepage/

Il centro di Helsingør è facilemente percorribile a piedi, alla scoperta di edifici storici e qualche negozietto dell’usato, e naturalmente svariati bar. I negozi nel weekend chiudono molto prima che a Copenhagen, siamo in provincia…

Per pranzare/cenare/brunch consigliamo un ristorantino eccezionale che ha aperto da poco, e con prezzi ottimi considerando che siamo in Danimarca, la qualità degli ingredienti è molto buona e la presentazione curatissima: Bistro La Mer, specializzato in piatti di pesce. Io ho ordinato una Stjerneskud, il tipico piatto danese (da provare!) che consiste in una composizione di filetti di sogliola, gamberi e uova di pesce con asparagi.

Un’ultimo consiglio – se vi interessa l’architettura e volete dare un’occhiata a eventi culturali non perdete The Culture Yard, anche questo situato vicino al castello. E’ un centro culturale multifunzione che include sale concerti, cinema, mostre, biblioteca e un ristorante/bar. Questo il sito con l’elenco delle attivita’ in programma, purtroppo solo in Danese: http://kuto.dk

Buon weekend!

A Copenaghen quando piove

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Siete a Copenaghen in vacanza e piove. Questo scenario è molto più comune di quanto crediate: la pioggia in Danimarca ci accompagna di frequente in ogni stagione, di solito in forma di ‘showers’, o precipitazioni brevi e non troppo violente.

In caso di pioggia le due opzioni preferite in vacanza sono shopping o musei. Stare a dormire sotto il piumone è un’altra cosa che raccomando, ma non richiede istruzioni particolari. Quindi iniziamo da alcuni posti e attività che consiglio per gli amanti dello…

SHOPPING

Illum Bolighus, la mecca danese del design, è un grande magazzino specializzato in complementi d’arredo e mobili. Per tutti gli amanti del design Scandinavo, e per coloro che vogliono portare a casa un souvenir di classe. Trovate la location nella Google Map alla fine del post.

Illum Bolighus si trova strategicamente a fianco di un posto molto amato dai giapponesi (e non solo), il Royal Smushi Cafe. Ci sono stata per la prima volta ieri pomeriggio, e mentre bevevo il mio the verde alla fragola e rabarbaro (ottimo), servito in una tazza Royal Copenhagen, ho passato un quarto d’ora a fissare – e invidiare – una coppia di giovani giapponesi divorare un tagliere esteticamente perfetto di smushi (smørrebrød+sushi, ovvero gli ingredienti del tradizionale panino aperto danese presentati in forma di sushi). I prezzi non sono proprio economici, ma siete in un concept cafe raccomandato dalla guida Michelin, e con un decor ispirato ad Alice in Wonderland.

HiRESrimettorsk

Il Royal Smushi abbraccia il mimimalismo solo nella presentazione dei piatti….per il resto siete in un posto tra il magico e il kitsh, come spiegano i proprietari:

Welcome to our universe of fairytale, characterized by elements of funky baroque – a happy confusion of design, a sense of humor and trend. This is combined with aesthetic, authentic and traditional food in a new way.

Copenaghen non è, fortunatamente, solo minimalismo alla Kinfolk (rivista che potete comunque trovare al Royal Smushi). Per gli amanti del fashion design danese sperimentale e colorato ecco un altro indirizzo a pochi passi a piedi:

Mads Nørgaard  ha una selezione di brand danesi per uomo e donna. Sono generalmente fatti in Europa, la qualita’ è buona e il loro pezzo forte sono le maglie a righe, in ogni possibile declinazione (manica corta, lunga, crop top etc), e i maglioni con la cerniera fluorescente.

Altri negozi carini in centro si possono trovare lungo Kompagniestræde (vedi mappa sotto), soprattutto per gli amanti di ceramica e complementi d’arredo. E gli amanti del the possono trovare un matcha latte e dolci giapponesi da Sing Thehus.

Per gli aficionados di musei e cultura, una spedizione al Lousiana Museum è un ottimo modo di passare la maggior parte della giornata, ma portatevi un ombrello perchè dalla fermata del treno al museo si cammina per circa 15 minuti! Il Lousiana ha un’ottimo ristorante, ma sappiate che se andate nel weekend (soprattutto se piove) sia museo che ristorante si trasformano in un inferno di turisti disperati.

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Se invece che avventurarvi a nord al Lousiana volete rimanere a Copenaghen, andate a vedere il museo dei lavoratori, (foto sopra, source Kphmuseer.dk) situato vicino alla metro di Nørreport. Uno dei nostri preferiti perche’ ricrea gli spazi abitativi danesi attraverso le epoche, in un vecchio condominio del centro. Camminando tra le stanze ripercorrerete elementi e momenti chiave della cultura danese moderna. Il negozio ha souvenir molto originali, e il ristorante vi permette di viaggiare nel tempo: potete ordinare cibo e birra tradizionale in un autentico pub danese del 1800. Ottimo.

Altro consiglio per un museo diverso dal solito: The David Collection, specializzato in raffinate mostre di arte islamica.

In questa mappa interattiva trovate i riferimenti per tutti i posti menzionati, buon divertimento. Come amano dire i danesi…non esiste il brutto tempo, ma solo i vestiti sbagliati.

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Imparare il danese con un’app

Screen Shot 2015-11-01 at 11.23.48 PMChi lo avrebbe mai detto che esiste un’app per imparare il danese, e fatta pure bene?

Ho scoperto DUOLINGO parlando con un collega tedesco che sta imparando il danese e la usa quotidianamente. Si tratta di un’app progettata per creare schemi di allenamento personalizzato – io punto a 20 minuti al giorno per rinfrescare grammatica e vocaboli. Ci sono diversi esercizi di ascolto, traduzione e scrittura. Che io sappia non esiste una versione italiano-danese, ma se sapete l’inglese dovreste cavarvela benissimo.

Con Duolingo si possono imparare molte altre lingue (incluso irlandese e esperanto), ed è disponibile per iPhone, Android e Windows.

God arbejdslyst! (Buon lavoro)

Copenhagen Gluten Free

Da una settimana a questa parte ho provato una dieta esclusivamente gluten free, un po’ come cura detox e po’ perchè periodicamente ho intolleranze alimentari. L’esperimento è riuscito: ho trovato moltissimi posti a Copenhagen dove è possibile mangiare e fare shopping senza problemi.

Il preferito è senza dubbio il panificio biologico che si trova vicino a Nørreport, in pieno centro. Si chiama Landbageriet e vi ho comprato il rotolo alla cannella che vedete qui sopra – il gusto è molto simile all’originale. Oltre ai dolci tipici danesi in versione gluten free trovate anche diversi tipi di pane, come potete vedere dal loro sito.

Molti supermercati a Copenhagen hanno una buona scelta di prodotti senza glutine, in particolare le catene di IRMA e SUPERBRUGSEN dove trovate anche moltissimi prodotti bio e senza lattosio. Sono una sorta di Esselunga danese, Irma un poco più di lusso. Qui trovate una Google Map per IRMA e qui per SUPERBRUGSEN. Da IRMA ho pure trovato le pizze surgelate gluten free. Nei supermercati discount come Netto, Fakta and Kvikly trovate sicuramente prodotti essenziali a base di riso e mais, e alcune volte anche cereali senza glutine.

Sulla famosa isola dei food truck, Papiroen aka Copenhagen Street Food, ci sono diverse opzioni gluten free. Primi fra tutti i tacos messicani di TACOS CHUCHO, all’ingresso, ma esistono altre possibilità come il cibo coreano di BULKO (in fondo al locale) o il giapponese.

A Christiania c’è uno dei miei ristoranti vegetariani preferiti, Morgenstedet, che serve praticamente sempre piatti a base di riso. In genere preparano uno stufato di verdure piccante, oppure si può scegliere una selezione di insalate fresche.

Se vi piace il vietnamita c’è una catena di ristoranti a prezzi abbordabili, dagli ingredienti freschissimi e con interni di design, LeLe Street Kitchen (la foto sotto è dal loro sito). Hanno diversi piatti esclusivamente a base di carne o pesce e riso, o noodles di riso. Fanno anche alcuni tipi di sushi.

Avete voglia di birra gluten free? Il birrificio artigianale danese Mikkeller la produce, trovate le info qui. Mikkeller ha due bar a Copenhagen, uno a Nørrebro e uno a Vesterbro, dove potete bere la loro craft beer senza glutine.

Se siete stanchi di mais e riso potete sempre pranzare o cenare da Paleo, dove i panini (inclusi gli hotdog!) vengono avvolti nella frittata. Potete scegliere diversi ripieni, tutti proteici, o uno dei loro piatti del giorno. Oppure nei diversi caffè raw vegan, come 42RAW, trovate pasta fatta di zucchine, torte esclusivamente a base di frutta secca e semi.

Se amate gli hamburger il nostro posto preferito, Hachè, fornisce l’opzione low carb. L’hamburger viene servito senza pane ma con una bella insalata mista. E naturalmente potete accompagnare il tutto con le loro patatine e maionesi fatte a mano.

E se avete altri locali da segnalare fatelo pure nei commenti!

Questo post fa parte di una nuova serie mensile, Copenhagen Insider.

Diario danese: Giugno/Luglio 2015

Il diario fotografico ritorna dopo alcuni mesi.

E la bella notizia è che ho appena concluso un diario editoriale che dovrebbe garantire al blog un ritmo più costante e una strategia di creazione dei contenuti più semplice da mantenere per me e più interessante per i lettori. Condividerò i dettagli settimana prossima.

Ed ecco un diario fotografico (minimo) della nostra estate danese, passata tra Copenaghen, Hundested (sulla costa nord dello Sjælland) e Læsø, un’isola all’estremo nord della Danimarca. Il sole si è fatto vedere poco negli ultimi due mesi…

Formaggio caprino fatto in casa

Il formaggio di capra è uno dei più costosi da acquistare in  Danimarca. Sarà perchè non è mai stato una specialità locale? Al supermercato si trovano soltanto orrendi caprini industriali importati dalla Francia o costosissimi formaggi organici danesi (10 euro per un mini caprino? No grazie!).

Dopo avere dato un’occhiata alla ricetta del caprino sul libro Fatto in Casa (Guido Tommasi Editore) mi sono resa conto che produrlo in proprio è molto semplice, e occorrono solo 3 ingredienti: 1/2 litro di latte di capra, 1/2 litro di latticello di capra (o vacca) e un pizzico di sale. Il risultato è in teoria un formaggio semiduro – in realtà a me è venuto un caprino spalmabile. Va mangiato in giornata, o comunque il giorno dopo se lo fate di sera. Se usate il latticello di vacca, come ho fatto io, il sapore della capra viene smorzato parecchio!

Gli utensili necessari sono una fiscella (volendo si può farne a meno), un colino e un telo di etamine.

Procedimento:

1) Scaldate insieme il latte e il latticello: portate a ebollizione su fuoco dolce e lasciate bollire per alcuni minuti (istruzioni molto vaghe, lo so! Così son riportate sul libro, io ho fatto una decina di minuti). Aggiungere sale. Lasciate raffreddare.

2) Versate la cagliata ottenuta su un colino ricoperto dal telo di etamine. Premete per fare uscire il latticello. Poi trasferite il formaggio in una fiscella (gli dà la forma) e premete ancora un po’. Lasciate sgocciolare fino a quando lo servite.

P.S. Se non sapete che farvene del 1/2 litro di latticello che vi avanza…fate uno smoothie o un frullato con fragole o frutti di bosco e miele, è ottimo.

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I recently made my own goat cheese. In Denmark this type of cheese tends to be very expensive, and frankly not too good. I followed the recipe from the book Fatto in Casa (Guido Tommasi Editore) and I obtained a nice soft cheese!

Ingredients: 1/2 liter of goat milk, 1/2 liter of buttermilk (goat or cow, according to how strong of a goat flavor you want to achieve), a pinch of salt (more or less depends on how salty you want the final result to be).

1) Boil the milk & buttermilk on medium-low. Let it boil for a few minutes (the book is very unspecific, I did 10 mins). Add salt. Let it cool down completely.

2) When the curd has cooled, move it on a colander covered with cheese cloth. Press it gently to squeeze the buttermilk out. Move into a cheese form (? not sure it is the right translation – I actually just left it in the cheese cloth on the colander). Let it drip until it is time to serve, a couple of hours. Note that this cheese has to be eaten the same day (or the day after if you make it at night). Enjoy!

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Diario fotografico – Marzo

Eccomi di ritorno sul blog, con un post quasi primaverile. Dico quasi perché qui siamo ancora al freddo, ma almeno il sole si sta facendo vedere. Qui sopra vedete alcune immagini scattate durante una gita a Vestamager, un parco a sud di Copenaghen. Lo amiamo perché pedalare fino a lì è un modo veloce per sentirsi in campagna, anche se circondati da edifici ultramoderni. Queste pecore avevano una lana spessa e soffice, ed erano molto curiose.

Prima di fermarci a Vestamager siamo passati dalla biblioteca di Ørestad, un quartiere a sud di Copenhagen che è stato recentemente…costruito. Nel senso che prima era un campo immenso.

Ecco un dettaglio di questa torre-libreria-gioco per bambini:

E la sala per leggere le riviste:

Come molte biblioteche a Copenaghen, anche questa è specializzata in un settore – è una biblioteca appositamente studiata per bambini e ragazzi, con un settore di non-fiction e ricerca molto sviluppato. La biblioteca sotto casa nostra invece è specializzata in fumetti, graphic novel, libri science-fiction e fantasy. Il fatto che le biblioteche siano specializzate non significa che non vi possiate trovare libri di cucina o religione o pesca. Hanno tutto questo ma cercano di potenziare un settore (o una fascia d’età) in particolare. Un’idea molto intelligente.

E dato che ora che scrivo è l’ora dell’aperitivo voglio condividere uno dei nostri snack preferiti dell’ultimo periodo – o se non altro una foto :) Conoscete i papad (o papadum) indiani? Sono molto meglio delle patatine perché sono ultra piccanti. Io li scaldo in padella con un po’ di olio – questa è la marca che compro dal fruttivendolo afghano sotto casa, un pacchetto costa un euro!

Buona serata e a presto! Scusate l’assenza – anche dai vostri blog – ma con WordPress a volte va così :) Ora dovrei riuscire a seguire questo sito un po’ di più. E dato che sto leggendo libri a raffica penso proprio di tornare con un libro.

Diario fotografico – Gennaio 2014

Saluti da Copenhagen dove piove, nevica, piove, nevica, etc. La neve sparisce generalmente il giorno dopo….

Qui sotto invece vedete lo studio di ceramica vicino a casa nostra.

Abbiamo scoperto che esiste anche un centro culturale, proprio qui vicino, dove è possibile utilizzare un laboratorio per lavorare la ceramica e un laboratorio di cucito stupendo…purtroppo non ho fatto foto ma conto di tornarci.

Hanno anche un club della maglia e una “folkekøkken“, ovvero la cucina popolare. E’ un concetto danese che amo: un giorno alla settimana si può comprare una cena completa per pochi soldi (circa 4-5 euro) in centri culturali cittadini. Hanno sempre un’opzione carnivora/pescivora e una vegetariana e si mangia insieme in grandi tavolate, dove spesso incontri i vicini.

Riporterò foto e notizie anche su quello, a presto!