La pasta madre: esperimenti di autoproduzione e il pane danese

mason-jar– L’impasto in fase ‘dormiente’ –

Vi presentiamo Bub, il nostro primo esperimento di pasta madre. E’ un impasto di farina e acqua che, dopo qualche tempo in un contenitore socchiuso (oppure coperto da un panno) viene contaminato dai microrganismi presenti nell’aria e nelle materie prime, generando una coltura di batteri lattici che producono fermentazione.

Dopo un giorno o due la massa di Bub si è alzata e l’impasto ha iniziato a produrre delle bolle. A questo punto l’abbiamo rinfrescato con un miscuglio di acqua e farina in pari quantità. Aprendo il barattolo abbiamo sentito un penetrante odore di aceto misto a calzini sporchi… il celestiale profumo prodotto dalla fermentazione.

Bub al momento si trova in frigo, dove ‘dorme’. Prima di utilizzarlo lo rinfrescheremo ulteriormente e lo lasceremo sul ripiano della cucina, a barattolo socchiuso, per una giornata. Vi faro’ sapere se l’esperimento andrà buon fine quando finalmente cucineremo la nostra prima pizza sourdough. E se avete ricette di pasta madre da condividere fatelo nei commenti!

oelandshvede/ photo: Meyers /

In rete si trova anche la ricetta del famoso pane sourdough di Meyers, proprietario e cofondatore del ristorante NOMA – nonchè uno dei creatori del concetto di New Nordic Cuisine. La sua formulazione include la farina di segale, e si trova qui in danese (facilmente traducibile con Google Translate).

Se siete in visita a Copenhagen e volete portarvi a casa un barattolo di pasta madre Meyers lo trovate nel suo panificio di Nørrebro (mappa qui).

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DIY: cianotipo rapido aka le stampe solari

Il cianotipo è uno dei tipi di stampa fotografica più antichi, e produce immagini dal caratteristico colore blu.

In molti musei e librerie sono ormai reperibili dei mini kit per realizzare stampe simili…senza doversi procurare i vari ingredienti necessari. Sono le cosidette ‘stampe solari’, e la mia marca preferita è la Natur Print Paper. Ho utilizzato la loro carta fotosensibile per realizzare la piccola stampa che vedete qui sopra.

Difficoltà: estremamente semplice, direi che è un progetto ideale da realizzare anche da bambini dai 3 anni in su (con l’aiuto di un adulto o di un bambino più grande).

Cosa serve: 1) carta fotosensibile, 2) foglie secche (nel mio caso alcune felci del mio bouquet di nozze) o qualunque cosa vogliate stampare…potete usare dai negativi bianco/nero a qualunque oggetto di cui vi piaccia la sagoma, 3) pellicola trasparente, 4) una bacinella di acqua e 5) il sole. Con questa tecnica potete realizzare veri e propri collage sovrapponendo oggetti di forme e consistenze diverse. Istruzioni dopo la foto sottostante!

Come funziona:

  1. Disporre un foglio di carta fotosensibile su una superficie piana, possibilmente fissandolo con degli spilli ad un supporto.
  2. Sovrapporre le foglie o gli oggetti prescelti. Se usate foglie o oggetti leggeri disponete un foglio di pellicola trasparente in modo da fissarli in caso di vento…
  3. Esponete il tutto al sole per circa 2 minuti fino a che la carta diventa blu pallido. Non sovraesporre! La stampa si svilupperà successivamente in acqua.
  4. Rimuovete gli oggetti dalla carta, proteggete la stampa dal sole diretto e immergetela per un minuto in una bacinella piatta piena di acqua (possibilmente in un luogo coperto dalla luce).
  5. Fate asciugare su una superficie piatta.
  6. Appiattite la stampa asciutta sotto una pila di libri!

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Diario di agosto: California edition

Il diario fotografico del mese scorso ha un tema speciale: la California e le nostre (seconde) nozze. Ci siamo sposati in un parco di sequoie a nord di San Francisco, la città che ha dato i natali al marito, ed è stata un’esperienza fantastica. Non soltanto per la location d’eccezione, ma anche per il modo in cui un’intero villaggio ci ha aiutato a realizzare la nostra celebrazione…ma di questo parlerò nella serie dedicata al matrimonio DIY. O per meglio dire, homemade con il sostegno di una comunità intera di persone. Eccovi alcuni scatti di San Francisco – i primi due che vedete – e delle foresta. E degli Sposi Due Volte.

Formaggio caprino fatto in casa

Il formaggio di capra è uno dei più costosi da acquistare in  Danimarca. Sarà perchè non è mai stato una specialità locale? Al supermercato si trovano soltanto orrendi caprini industriali importati dalla Francia o costosissimi formaggi organici danesi (10 euro per un mini caprino? No grazie!).

Dopo avere dato un’occhiata alla ricetta del caprino sul libro Fatto in Casa (Guido Tommasi Editore) mi sono resa conto che produrlo in proprio è molto semplice, e occorrono solo 3 ingredienti: 1/2 litro di latte di capra, 1/2 litro di latticello di capra (o vacca) e un pizzico di sale. Il risultato è in teoria un formaggio semiduro – in realtà a me è venuto un caprino spalmabile. Va mangiato in giornata, o comunque il giorno dopo se lo fate di sera. Se usate il latticello di vacca, come ho fatto io, il sapore della capra viene smorzato parecchio!

Gli utensili necessari sono una fiscella (volendo si può farne a meno), un colino e un telo di etamine.

Procedimento:

1) Scaldate insieme il latte e il latticello: portate a ebollizione su fuoco dolce e lasciate bollire per alcuni minuti (istruzioni molto vaghe, lo so! Così son riportate sul libro, io ho fatto una decina di minuti). Aggiungere sale. Lasciate raffreddare.

2) Versate la cagliata ottenuta su un colino ricoperto dal telo di etamine. Premete per fare uscire il latticello. Poi trasferite il formaggio in una fiscella (gli dà la forma) e premete ancora un po’. Lasciate sgocciolare fino a quando lo servite.

P.S. Se non sapete che farvene del 1/2 litro di latticello che vi avanza…fate uno smoothie o un frullato con fragole o frutti di bosco e miele, è ottimo.

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I recently made my own goat cheese. In Denmark this type of cheese tends to be very expensive, and frankly not too good. I followed the recipe from the book Fatto in Casa (Guido Tommasi Editore) and I obtained a nice soft cheese!

Ingredients: 1/2 liter of goat milk, 1/2 liter of buttermilk (goat or cow, according to how strong of a goat flavor you want to achieve), a pinch of salt (more or less depends on how salty you want the final result to be).

1) Boil the milk & buttermilk on medium-low. Let it boil for a few minutes (the book is very unspecific, I did 10 mins). Add salt. Let it cool down completely.

2) When the curd has cooled, move it on a colander covered with cheese cloth. Press it gently to squeeze the buttermilk out. Move into a cheese form (? not sure it is the right translation – I actually just left it in the cheese cloth on the colander). Let it drip until it is time to serve, a couple of hours. Note that this cheese has to be eaten the same day (or the day after if you make it at night). Enjoy!

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DIY cucito: Pupazzetto per bimbi

Tutti i bimbi piccoli hanno bisogno di un pupazzetto senza braccia – così rapido da realizzare! :-) Per questo pupazzino ho utilizzato alcuni pezzi di feltro (per il muso), un po’ di ricamo con filo nero per gli occhi e la bocca, e una stoffa Ikea piuttosto spessa. E naturalmente poliestere per riempirlo. La prossima volta aggiungerò le braccia, possibilmente in feltro nero.

All kids need an armless stuffed animal like this one. So fast to make, but perhaps next time I will add some black felt arms as well. It looks a bit creepy like this (which I like). I used Ikea fabric, felt and stuffing and it was a very fast project. I hope little Norah will enjoy it :)

P.S. The f-word poster in the background comes from Good Fucking Design Advice

Surrur: Make your Own Marimekko

Marimekko è una delle mie case di moda e di tessuti per la casa preferite. Amo i colori forti e le fantasie pazze che contraddistinguono il marchio finlandese. Dunque non potevo non comprare la mia copia di SURRUR: Make your Own Marimekko, un libro di progetti fai da te (per lo più di cucito) proposti dai designers di Marimekko.

I progetti sono presentati in un collage ben riuscito di consigli, fotografie e frammenti di interviste sul processo creativo dei designer che hanno ideato le coloratissime creazioni: Maija Louekari, Erja Hirvi, Sami Ruotsalainen, Mika Piirainen, Pia Holm, Tuula Poyhonen e Aino-Maija Metsola. Il libro include i cartamodelli! I progetti includono totem a civetta per spaventare i conigli, copri-auto, giacca a vento per isolarsi dal mondo, il vestito da 1 minuto, moltissimi pupazzi per bambini, gioielli di stoffa, sciarpe e molto altro.

Se siete fan di Marimekko ve lo consiglio assolutamente. In caso ve lo chiediate, SURRUR è il rumore della macchina da cucire.

SURRUR – Make your Own Marimekko is a project book by Mari Savio and Kati Rapia, and features craft ideas, sewing patterns, gorgeous illustrations and interviews with Marimekko designers. I bought it at the Marimekko concept store. If you are a fan of the Finnish brand or simply of bold colors and crazy craft ideas this book is for you! (SURRUR is the noise made by the sewing machine)

DIY: burrocacao / balsamo labbra fatto in casa

Scroll down for the English version :)

Questo weekend ho sperimentato una ricetta molto semplice per fare il burrocacao (o balsamo labbra). E’ semplicissimo, il risultato e’ ottimo, non ha nessun ingrediente chimico, e costa davvero poco.

Qualche anno fa avevo ordinato un centinaio di contenitori trasparenti per lucidalabbra (costano pochissimo negli States) e finalmente ho avuto tempo di usarli. La ricetta che ho usato ha solo 3 ingredienti! Ho realizzato e stampato le etichette a casa, usando una semplice stampante inkjet.

Ingredienti per circa dieci burrocacao (per farne di più o di meno moltiplicate o dividete le quantità):

– 1/4 tazza olio di mandorle (circa 60 ml – potete usare anche altri oli: avocado, oliva, cocco, etc.)

– 14 grammi di cera d’api

– 6-8 gocce di olio essenziale di menta piperita (o altri oli adatti per le labbra: arancia, lime, mandarino, tea tree)

Sciogli la cera a bagnomaria, aggiungi l’olio di mandorle e mescola. Spegni il fuoco, aggiungi le gocce di olio essenziale e versa nei contenitori per burrocacao. Per semplificare questa operazione e’ meglio scaldare gli ingredienti in un contenitore con beccuccio, in modo che sia più semplice versare il contenuto nei tubi di plastica. In pochissimo tempo il burrocacao sara’ solidificato e pronto per l’uso.

Per stampare le etichette create un’immagine di 4,5 cm x 4,5 cm e usando Word o InDesign impaginate e stampate (normalissimi fogli da etichette vanno bene). La cera d’api protegge le labbra dal freddo e l’olio di mandorle le ammorbidisce, senza l’aggiunta di oli minerali che seccano e irritano inutilmente. Distribuite agli amici o teneteli da parte per i regali di natale – chi non ha bisogno di burrocacao in inverno?

This week I finally made lip balm, after finding the 100 containers I bought on Ebay a while ago. It actually takes so little effort and so little money to make a LOT of lip balm! This is a recipe that makes approx 10 lip balms – you can multiply or divide the quantities to make more or less. I made and printed the labels myself with our inkjet printer using InDesign and Illustrator, but PicMonkey and Word works great too :)

Ingredients:

– 1/4 cup almond oil (or coconut oil, olive oil, avocado oil, whatever natural vegetable oil you like)

– 0.5 oz beeswax

– 6-8 drops essential oil (I used peppermint but you can use any other essential oil that is safe for lips: spearmint, orange, lime, mandarin, tea tree oil)

Melt the beeswax in a double boiler, add the almond oil and stir. Turn off the stove and add the essential oil. Pour in the containers (tricky!!) and let cool and solidify. To make your labels make a 1.8″ x 1.8″ image and repeat it (with Word or InDesign) on a A4, print on label paper. Enjoy and give it to your friends!

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DIY: bustine alla lavanda + ricami

Hello! Scroll down for the English version :)

Dopo le vacanze eccoci di ritorno, questa volta con l’ammirevole proposito di riprovare a scrivere il blog in versione bilingue. Italiano e inglese, il danese ormai lo pratico abbastanza al lavoro, e non voglio massacrarlo oltre.

Le bustine profumate alla lavanda sono una delle cose più rapide da realizzare, in questo caso ho utilizzato scarti di stoffe per il retro, e cotone ecologico molto sottile per il davanti. Ho ricamato gli animali con del semplice filo da ricamo, e ho riempito le bustine di fiori di lavanda secca. Voila’!

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Chasing Hygge is back after a very long holiday hiatus. Trying to post in both Italian and English, so hopefully everybody is happy :) 

Today I am just showing a very basic, very fast DIY – small hand-embroidered lavender bags. I made them with organic white cotton (front) and small fabric scraps (on the back of the little creatures). They are filled with dry, fragrant lavender flowers, and they are quite fun to make when you are bored.

See ya soon!

Recycle in Copenhagen: how to rent clothes, re-use windows and more…

Photo from Twitter (debuggirl)
Photo from Twitter (debuggirl) Bag by Tiger

There is a restaurant in Copenhagen where cooks make food with leftovers from supermarkets, manufacturers and other companies in the food business. It’s Spisehuset Rub&Stub, the first concept of this kind in Europe. Why waste food that is still perfectly edible when you can recycle it?

The whole staff works on a volunteer basis and the revenue goes to humanitarian development projects. What is not to like about it? Oh, and there is always a vegetarian course on the menu (photos below from their website – you can see the interior of the restaurant).

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Before going out to eat some fancy recycled food surplus you should wear something nice…recycled as well. Pick up a nice dress from Copenhagen’s “shared walk-in closets”. I know at least two of them. Resecond is a membership based “shop” that allows members to rent nice dresses from a curated eclectic selection – how many times do we really wear our dresses? The idea behind Resecond is that women share their dresses with other women – they are invited to write some words about the dress on a label, too. So that memories are shared as well (photo from Information.dk).

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The other shared closet in Copenhagen is Chare, started by the Danish Refugee Council as a way to raise funds and at the same time raise awareness about clothes waste. Chare is based on a monthly membership too, and offers beautiful dresses.

Another genius initiative in town is Genbyg, a huge shop selling reclaimed (or recycled) construction materials. You can find doors, old windows, floors, electric supplies – and they also have an online shop. On top of that they have a lab producing beautiful furniture made with recycled material (see below).

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Christiania has also a very nice shop selling used construction materials (and clothes, and furniture, etc.), the Christiania’s Byggemarked.

Last by not least…since to paraphrase Shakespeare we are all going to end, ahem, as compost, the ultimate recycling idea is definitely the Bios Urn, a biodegradable urn to bury people in a more eco-friendly way. A tree will germinate in the Bio Urn (Pine, Ginko, Maple, Oak, Ash or Beech), turning us into a plant after our death. They are also available for pets. I saw some biodegradable urns in a really cool exhibit at the museum inside Copenhagen’s Assistens Cemetery a while ago. They are brilliant! As their slogan goes, there’s life after life. From their website:

beech-h1This post was inspired by a movie that Raffaella sent me: WASTE = FOOD, a documentary about recycling, waste production and cradle-to-cradle. You can watch the whole thing for free here.

And if you know of other interesting recycling ideas/concepts in Copenhagen – or in your part of the world – don’t be shy and leave us a message!

(by clicking on the RECYCLE category below you’ll find more posts about this topic)