Calendari e weekly planner da stampare (gratis): una selezione

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Photo: A piece of rainbow

Nonostante siamo quasi a fine mese non ho ancora acquistato nè il calendario nè l’agenda del 2016 – ma dopo una rapida ricerca su Pinterest ho trovato tantissime opzioni da stampare gratis. Da quelle in 3D, come questa di A piece of rainbow che vedete sopra, a molti altri più classici calendari da scrivania e da muro. Ecco i miei preferiti.

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Photo: Small Paper Things

Questo è il weekly planner in bianco e nero di Small Paper Things che potete scaricare qui. Lo trovo molto comodo perchè prevede anche una parte dedicata alle note: Goals, Follow Up On, Don’t Forget.

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Photo: This little street

Moltissimi dei calendari che ho trovato sono a tema floreale, e questi sono i miei preferiti! Quello di This little street, sopra, lo trovate sulle pagine del blog di Audrey Smit.

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Photo: My fabuless life

Jenn di My Fabuless Life ha creato un calendario desktop ad acquerello che scaricate gratuitamente dal suo blog (peraltro fantastico!).

Mi piace molto anche lo stile di questo calendario francese di Clrinette.

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Photo: Clrinette

E sempre in francese il calendario ‘millefoglie’ di Sanglota, trovate il PDF sul loro sito.

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Photo: Sanglota

Infine per i maniaci della produttività e dell’ordine abbiamo la Lista di Cose da Fare stampabile creata da Rebecca di Simple as that.

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Il post di Rebecca elenca anche una lista di consigli e strategie per essere più produttivi nel nuovo anno…chi non ne ha bisogno? Buona lettura!

P.S. Questo post e’ stato pianificato grazie ad un adorabile weekly planner stampato gratuitamente. Funziona! Stampare e siate produttivi ^_^

Il Giappone a Copenaghen (con mappa)

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Questo post è dedicato ad alcuni dei miei locali e negozi giapponesi preferiti a Copenaghen, ed è stato ispirato dal pranzo a base di ramen fumanti con cui ci siamo rifocillati dopo una camminata nella neve.

I ramen, per ora solo carnivori ma le opzioni vegetariane dovrebbero essere disponibili a breve, li trovate nel nuovissimo locale di Mikkeller: Ramen To Biiru. Qui trovate appunto solo ramen e birra (e soda!), gli ordini sono raccolti da una macchinetta giapponese e i piatti costano intorno alle 100 corone (foto dal sito di Ramen To Biiru).

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Se volete mangiare un sushi gustoso in un locale minuscolo e con una scelta incredibile di sake giapponesi vi consiglio il mio preferito: Selfish, anche questo a Nørrebro come Ramen To Biiru. I posti a sedere sono solo 12! (foto: Selfish FB).

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Se vi piace la cucina stile Izakaya non perdetevi Issa, a Vesterbro. Non si tratta di cibo dietetico ma molto saporito, l’ideale per il freddo clima danese. Ottimi i gyoza di pollo in padella, le tante fritture di ogni genere e soprattutto i prezzi! (foto Issa).

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Infine vi segnalo una boutique specializzata in artigianato giapponese dove potete trovare bellissime ceramiche, stoffe, kimono e molto altro. Si chiama boutique Taeko, non ha un sito internet ma è situata in pieno centro come potete vedere sulla mappa qui sotto.

Per accedere alla mappa interattiva cliccate sull’immagine

E qui trovate le altre mie mini-guide alla scoperta di Copenaghen. ^_^ Domo arigato gozaimasu!

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La foto delle geishe all’inizio del post fa parte della mega raccolta Flickr di Okinawa Soba Rob.

Imparare il danese con un’app

Screen Shot 2015-11-01 at 11.23.48 PMChi lo avrebbe mai detto che esiste un’app per imparare il danese, e fatta pure bene?

Ho scoperto DUOLINGO parlando con un collega tedesco che sta imparando il danese e la usa quotidianamente. Si tratta di un’app progettata per creare schemi di allenamento personalizzato – io punto a 20 minuti al giorno per rinfrescare grammatica e vocaboli. Ci sono diversi esercizi di ascolto, traduzione e scrittura. Che io sappia non esiste una versione italiano-danese, ma se sapete l’inglese dovreste cavarvela benissimo.

Con Duolingo si possono imparare molte altre lingue (incluso irlandese e esperanto), ed è disponibile per iPhone, Android e Windows.

God arbejdslyst! (Buon lavoro)

Faye Togood e Yayoi Kusama: ri-disegnare lo spazio

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Nel sedicesimo secolo il “salone” o “soggiorno” delle case inglesi si chiamava withdrawing room, ovvero la stanza dove i padroni di casa e gli ospiti si ritiravano per avere un poco di privacy (grazie Wikipedia). In seguito il nome venne accorciato e divenne semplicemente drawing room.

Faye_Toogood_LDF_The_Drawing_Room_14La designer inglese Faye Togood ha ricreato in senso reale e letterale una drawing room alla fiera del design di Londra, disegnando ogni singola parete a carboncino e portandoci in una “derelitta casa di campagna inglese”.

Stavo leggendo di Faye su una rivista, un paio di mesi fa, e ho provato a immaginare come ridisegnerei il mio appartamento se avessi a disposizione dei rotoli di carta traslucida grandi come questi. Amo soprattutto il dettaglio della finestra disegnata sopra la finestra reale…e la scala a chiocciola dietro la cassettiera qui a fianco (entrambe le foto dal sito di Faye Togood).

Questi disegni mi hanno fatto anche venire voglia di ricercare quali altri designer o artisti hanno intrapreso progetti del genere, ri-disegnando interni in tutti i sensi.

L’unica che mi viene in mente al momento è la grandissima artista giapponese Yayoi Kusama, che espone al Lousiana Museum vicino a Copenhagen – andremo a vedere la mostra dopodomani.

Non vedo l’ora.

E vedendo le immagini sottostanti capirete perchè! Kusama, nata nel 1929, vive in un istituto per malati mentali in Giappone, ha i capelli rosso fuoco e nella sua lunga vita ha ri-disegnato una serie di spazi (e non solo, anche la copertina della cartina di Londra) prevalentemente con colori forti, pois e altre forme. La sua arte, ha dichiarato, è il metodo più efficace per reagire all’ansia e ai disturbi mentali di cui è affetta.

Scatterò qualche foto delle installazioni di Kusama e le posterò settimana prossima con il diario fotografico di settembre… che è un pochino in ritardo. Intanto se volete leggere di più su Kusama vi consiglio questa intervista.

yayoi-kusama-tube-mapPhotos : Phaidon

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DIY / Cucula – Rifugiati e autoprogettazione

Juli 2014
Juli 2014 / photo by CUCULA

Maiga, Moussa, Ali, Saidou e Malik sono rifugiati provenienti dal Niger e dal Mali. Dopo essere arrivati a Lampedusa nel 2011 hanno deciso di viaggiare fino alla Germania, nella speranza di trovare lavoro. Ora sono coinvolti nel progetto CUCULA a Berlino, dove con l’aiuto di un product designer costruiscono e vendono mobili. Cucula significa “creare insieme” nella lingua Hausa dell’Africa Occidentale. Alcune delle prime sedie costruite da CUCULA portavano tracce della loro storia…come questi pezzi di barche naufragate a Lampedusa (Photo: Cucula)

cucula_05Cucula_21-copyright-Verena-Brüning

CUCULA si serve dei design dell’ italiano Enzo Mari, che nel 1974 ha pubblicato il libro Autoprogettazione (riedito di recente da Corraini). L’intento del volume di Mari era proprio quello di fornire chiunque con dei progetti semplicissimi da riprodurre, in modo da stimolare la gente a costruire mobili. L’idea era creare:

un progetto per la realizzazione di mobili con semplici assemblaggi di tavole grezze e chiodi da parte di chi li utilizzerà. Una tecnica elementare perchè ognuno possa porsi di fronte alla produzione attuale con capacità critica.

Mari ha garantito al team di CUCULA il diritto a usare e sviluppare ulteriormente i suoi design!

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Photos: Cucula Werkstatt

cucula_04Visita il sito di CUCULA > http://www.cucula.org/en/

Cimentatevi con l’autoproduzione seguendo i disegni di Mari > http://www.matthewlangley.com/blog/Enzo-Mari-Autoprogettazione2.pdf

Cyborg Anthropology – il dizionario illustrato

Cosa succede quando un’antropologa decide di illustrare brevemente una manciata di concetti legati al suo studio con l’aiuto di un’illustratrice? Il risultato di questa combinazione inusuale lo vedete qui sopra. Cyborg Anthropology è un piccolo dizionario di un campo di ricerca piuttosto nuovo, ad uso e consumo di chiunque sia interessato al rapporto (simbiotico?) tra umani e tecnologia digitale.

Gli antropologi contemporanei si occupano sempre più di ambiti tecnologici disparati – dalla biotecnologia all’intelligenza artificiale, producendo montagne di paper accademici e libri scientifici. Questo libretto ha un approccio un po’ diverso. L’autrice è una giovane antropologa americana che si ispira al lavoro di Donna Haraway e al suo Cyborg Manifesto (1985). Amber Case cerca qui di catalogare le interazioni e esperienze dei moderni cyborg, e con brevissimi articoli spiega in termini semplici come la nostra cultura, identità, memoria e umanità stanno cambiando in relazione a nuovi metodi e strumenti di comunicazione.

Alcuni degli articoletti parlano di concetti di antropologia e sociologia classica, come lanomia – ma il libro si concentra prevalentemente su nozioni che sono state introdotte di recente (comunicazione asincrona, celebrità digitale, digital backyard etc).

Se siete curiosi potete anche dare un’occhiata al sito omonimo creato dall’autrice, dove trovate ancora più contenuti e dove potete naturalmente contribuire con qualcosa di vostro, in puro stile wiki:

This site is a collection of journals, conferences, papers, books, and curriculum that can be used by anyone. This site is also a Wiki, meaning that everything is in flux. In the same way that the Internet grows and changes, the field of Cyborg Anthropology must be a flexible field capable of absorbing, classifying and understanding new phenomena, cultural change, and the digital world.

http://cyborganthropology.com

DIY: cianotipo rapido aka le stampe solari

Il cianotipo è uno dei tipi di stampa fotografica più antichi, e produce immagini dal caratteristico colore blu.

In molti musei e librerie sono ormai reperibili dei mini kit per realizzare stampe simili…senza doversi procurare i vari ingredienti necessari. Sono le cosidette ‘stampe solari’, e la mia marca preferita è la Natur Print Paper. Ho utilizzato la loro carta fotosensibile per realizzare la piccola stampa che vedete qui sopra.

Difficoltà: estremamente semplice, direi che è un progetto ideale da realizzare anche da bambini dai 3 anni in su (con l’aiuto di un adulto o di un bambino più grande).

Cosa serve: 1) carta fotosensibile, 2) foglie secche (nel mio caso alcune felci del mio bouquet di nozze) o qualunque cosa vogliate stampare…potete usare dai negativi bianco/nero a qualunque oggetto di cui vi piaccia la sagoma, 3) pellicola trasparente, 4) una bacinella di acqua e 5) il sole. Con questa tecnica potete realizzare veri e propri collage sovrapponendo oggetti di forme e consistenze diverse. Istruzioni dopo la foto sottostante!

Come funziona:

  1. Disporre un foglio di carta fotosensibile su una superficie piana, possibilmente fissandolo con degli spilli ad un supporto.
  2. Sovrapporre le foglie o gli oggetti prescelti. Se usate foglie o oggetti leggeri disponete un foglio di pellicola trasparente in modo da fissarli in caso di vento…
  3. Esponete il tutto al sole per circa 2 minuti fino a che la carta diventa blu pallido. Non sovraesporre! La stampa si svilupperà successivamente in acqua.
  4. Rimuovete gli oggetti dalla carta, proteggete la stampa dal sole diretto e immergetela per un minuto in una bacinella piatta piena di acqua (possibilmente in un luogo coperto dalla luce).
  5. Fate asciugare su una superficie piatta.
  6. Appiattite la stampa asciutta sotto una pila di libri!

Copenhagen Gluten Free

Da una settimana a questa parte ho provato una dieta esclusivamente gluten free, un po’ come cura detox e po’ perchè periodicamente ho intolleranze alimentari. L’esperimento è riuscito: ho trovato moltissimi posti a Copenhagen dove è possibile mangiare e fare shopping senza problemi.

Il preferito è senza dubbio il panificio biologico che si trova vicino a Nørreport, in pieno centro. Si chiama Landbageriet e vi ho comprato il rotolo alla cannella che vedete qui sopra – il gusto è molto simile all’originale. Oltre ai dolci tipici danesi in versione gluten free trovate anche diversi tipi di pane, come potete vedere dal loro sito.

Molti supermercati a Copenhagen hanno una buona scelta di prodotti senza glutine, in particolare le catene di IRMA e SUPERBRUGSEN dove trovate anche moltissimi prodotti bio e senza lattosio. Sono una sorta di Esselunga danese, Irma un poco più di lusso. Qui trovate una Google Map per IRMA e qui per SUPERBRUGSEN. Da IRMA ho pure trovato le pizze surgelate gluten free. Nei supermercati discount come Netto, Fakta and Kvikly trovate sicuramente prodotti essenziali a base di riso e mais, e alcune volte anche cereali senza glutine.

Sulla famosa isola dei food truck, Papiroen aka Copenhagen Street Food, ci sono diverse opzioni gluten free. Primi fra tutti i tacos messicani di TACOS CHUCHO, all’ingresso, ma esistono altre possibilità come il cibo coreano di BULKO (in fondo al locale) o il giapponese.

A Christiania c’è uno dei miei ristoranti vegetariani preferiti, Morgenstedet, che serve praticamente sempre piatti a base di riso. In genere preparano uno stufato di verdure piccante, oppure si può scegliere una selezione di insalate fresche.

Se vi piace il vietnamita c’è una catena di ristoranti a prezzi abbordabili, dagli ingredienti freschissimi e con interni di design, LeLe Street Kitchen (la foto sotto è dal loro sito). Hanno diversi piatti esclusivamente a base di carne o pesce e riso, o noodles di riso. Fanno anche alcuni tipi di sushi.

Avete voglia di birra gluten free? Il birrificio artigianale danese Mikkeller la produce, trovate le info qui. Mikkeller ha due bar a Copenhagen, uno a Nørrebro e uno a Vesterbro, dove potete bere la loro craft beer senza glutine.

Se siete stanchi di mais e riso potete sempre pranzare o cenare da Paleo, dove i panini (inclusi gli hotdog!) vengono avvolti nella frittata. Potete scegliere diversi ripieni, tutti proteici, o uno dei loro piatti del giorno. Oppure nei diversi caffè raw vegan, come 42RAW, trovate pasta fatta di zucchine, torte esclusivamente a base di frutta secca e semi.

Se amate gli hamburger il nostro posto preferito, Hachè, fornisce l’opzione low carb. L’hamburger viene servito senza pane ma con una bella insalata mista. E naturalmente potete accompagnare il tutto con le loro patatine e maionesi fatte a mano.

E se avete altri locali da segnalare fatelo pure nei commenti!

Questo post fa parte di una nuova serie mensile, Copenhagen Insider.

#1 Matrimonio fai da te – la pianificazione & risorse utili online

Qui sopra potete vedere la mia alternativa a Pinterest… nella fase di pianificazione del decor del nostro ricevimento. Anzichè perdere tempo su Pinboard saccarine selezionavo immagini (medio-saccarine) trovate sul blog di Etsy e altri siti simili, stampando il tutto e incollando le immagini su una sorta di quaderno moodboard. Consiglio a tutti di ritagliarsi un luogo cartaceo dove accumulare ispirazione! Pinterest risucchia tempo e energie preziosi, dedicatevi tempo in moderazione :) E quando avete gli occhi consumati dallo schermo potete sfogliare pagine arricchite da vostri commenti, e aggiungere idee o schizzi.

La pianificazione del nostro matrimonio americano è stata piuttosto laboriosa. L’intero evento è stato possibile grazie alla partecipazione attiva di molti amici e famigliari, alcuni hanno preparato le insalate, altri le verdure, altri ancora hanno marinato e grigliato la carne per 80 persone, o passato un intera giornata a confezionare composizioni floreali per tutti i tavoli, o creato opere calligrafiche. Qualcuno ci ha accompagnato a diverse gite in supermercati messicani o ipermercati da nomi evocativi come Smart&Final, e altri hanno passato ore a preparare bomboniere. Con l’aiuto della mamma di mio marito siamo riusciti a coordinare tutta l’operazione senza ricorrere a diagrammi di Gant, ma abbiamo imparato che ci vogliono mesi per preparare un evento del genere, specie con un numero piuttosto alto di invitati. E credo che rispetto agli standard italiani e americani i nostri 80 invitati sono pochi…

Fortunatamente anche internet è un collaboratore prezioso, e in questo primo post voglio segnalare i siti più utili di cui ci siamo serviti nella pianificazione delle nozze, in ordine sparso:

Matrimonio.com è una community italiana con risorse di ogni genere, ma la migliore è senza dubbio il software per creare le disposizioni dei tavoli (Gestore dei Tavoli). Geniale e con un’ottima usability. Se vi piacciono chat e forum trovate anche threads su qualunque argomento, dalla selezione musicale alle suocere.

Offbeatbride è un sito americano per chi non vuole un matrimonio stile Martha Stewart, spettacolare! Qui trovate matrimoni stile Star Wars, stile zombie o vampiri o semplicemente autentici e non necessariamente in toni pastello. Un sito per matrimoni alternativi, diciamo. Ho letto molti dei loro post e ci siamo ispirati alle loro risorse per scrivere il testo della nostra cerimonia. Il sito l’ho trovato grazie alla rivista americana Bust. Se non la conoscete date un’occhiata pure a quella.

Etsy, specialmente la loro vecchia serie Real Weddings, che ora sembra essere terminata. Ho scelto prevalentemente immagini da matrimoni un po’ campagnoli, o abbastanza informali, e molti dei matrimoni presenti sul sito erano ricevimenti all’aperto. Alcuni proprio in parchi nazionali, come il nostro.

 Qui a fianco vedete l’invito che abbiamo scelto, realizzato dall’azienda americana Minted. Non credo spediscano gli inviti in Italia purtroppo. Peccato perchè non mi risulta esistano altri siti simili in Italia, per lo meno con la stessa vasta scelta di stili, prezzi e colori…tutti gli inviti sono personalizzabili!

Per la lista nozze abbiamo scelto di finanziare la nostra luna di miele. Abbiamo utilizzato La luna che vuoi, che ha una funzione bilingue inglese e italiano molto comoda nel nostro caso – avevamo ospiti di molte nazionalità diverse. Il sito vi permette di elencare i diversi elementi del vostro viaggio di nozze, dai cocktail sulla spiaggia alle notti in hotel o le escursioni nella giungla, e potete scegliere prezzi di ogni entità. Per attivare La Luna che Vuoi e siti simili dovete spesso creare un account Paypal Business. Paypal tiene una commissione sulle donazioni.

Pensate PER TEMPO a dove volete andare in luna di miele, se decidete di fare una lista nozze come la nostra…quando mandate gli inviti dovete già comunicare anche la lista nozze. Contate che attivare l’account di Paypal richiede qualche giorno, così come decidere ove sul nostro pianeta volete spendere la luna di miele, e stabilire un itinerario minimo che vi serve per suddividere le quote regalo.

Ultima risorsa che vorrei segnalare è un libro che ho trovato per caso in un negozio di seconda mano, e che si è rivelato utilissimo The DIY Wedding: Celebrate Your Day Your Way

P.S.: Col senno di poi i diagrammi di Gant non sono una cattiva idea :)

P.S.2: Il matrimonio fai da te ritorna a ottobre