Back to sewing

Pillowcase sewn with Stoff og Stil fabric

I am back to using the sewing machine, it has been a couple of years! First I made a long overdue pillow case (see above) with some patterned fabric from Stoff og Stil.

I used scraps from that project to sew some scrunchies. I used 10×40 cm strips of fabric and 17cm elastic inside – and sealed the scrunchie with a ladder stitch.

Scrunchie made with leftover fabric from the pillowcase
I made these with some fat quarters I have saved in my stash for too long!

After this it was time for leggins! I got a really nice free leggins pattern for kids on the lovely website Made for Mermaids (here you can see all their freebies). I printed all the PDF pieces, cut the fabric and then the nightmare began! I have basically being sewing with knit fabric with 1) the wrong needle, 2) the wrong stitch and 3) the wrong thread…But I have just found this wonderful reference which should help me from now on.

And I have been binge-listening to so many episodes of the podcast Love to Sew, by two Canadian sewists (one owns a indie pattern company and the other a fabric shop). I love the cheerful and soothing voices of the hosts and the great variety in topics covered – from sewing techniques, deep dives on fabric types, interviews with activists, business owners and other folks in the growing indie sewing community. Highly recommended.

I have also just ordered two books from Tilly and the Buttons – do you remember her from the British sewing reality show the Great British Sewing Bee? A great show from the BBC, by the way – if you like sewing you should definitely watch it!

That’s all for now. I will report back once the leggins are done…

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Second-hand for kids in Copenhagen

Toys at Børneloppen

For the past few months, almost 100% second-hand of the clothes and toys we bought for our child were second-hand, ever since we discovered a fairly new Danish chain of “second-hand supermarkets” specifically selling items for baby, children and expecting (and breastfeeding) mothers. It’s called Børneloppen (“the kids’ flea market”) and you’ll find several of them all over Denmark, two just in the Copenhagen area. Sellers rent booths and sell all their items, which are individually priced and, in case of clothes, are also color coded so customers can quickly find the size they need without wasting time. Which is genious…but there is more.

A customer and (above) kids’ clothes at Børneloppen

In the best Scandinavian tradition you have both second-hand clothes and toys (there is a huge market for them in Denmark) AND an indoor playground for kids, so that the grownups can shop while the children have fun. This has been great for Seb, which you can see playing in the photo below.

There are also baby seats and typically a microwave. At the register you can buy snacks and beverages for adults and the little ones, as well as coffee. I am thankful for this concept and we might visit soon to buy some winter coats. We got a bunch of clothes, rainboots and a big firetruck today!

The chain also has certain areas featuring specific items, like thermal jackets, or clothes divided by brand (for famous/popular designer brands), so one can also just pick and choose from those racks instead of going through the booths. If you come to Denmark and have kids, you should definitely check it out.

Here you can see a poster with the color-coding for sizes – below an example of color-coded items

Chasing Hygge is Back!

Greetings from Northern Denmark, dear readers. The blog is finally back after a long break! It will be in English, just like when I first started it.

We are currently enjoying the last days of holidays in Hals, a seaside town (literally “Throat”) at the entrance of the Limfjord in Northern Denmark. Above you can see the picture of the prettiest summer house near us, a beautiful A frame building. We are in a so-called “summer house neighborhood”, relaxing in an old 70s cottage which belongs to my husband’s family. We’ve enjoyed walking on the North Sea Trail nearby – have you heard of it? You can see a photo of it below, taken this morning. This hiking trail extends over about seven countries (read more here), and has been created to promote sustainable tourism in small communities along the coast.

During these holidays I finished two autobiographical books by Elizabeth Von Arnim on my e-reader, both found on Project Guthenberg for free. Von Arnim was an aristocrat with a dislike for people and a passion for gardening, reading and writing in her big estate. Perfect reading if you like classic literature but prefer something light and quick. The books are The Solitary Summer and Elizabeth and Her German Garden and you can find them here.

A detail from the living room in the family’s summer house
Photo from a day trip to Hobro

See you soon on these pages!

PS: Soon I will blog about a mind blowing Danish second-hand “supermarket” for children and expecting mothers, a new chain I have just discovered – I am hooked. It’s a neat concept. It saves money and it is sustainable. Post coming up next!

Porridge d’avena per lo svezzamento (e l’approccio danese al cibo per bebè)

Dopo avere allattato Seb esclusivamente al seno per sei mesi, da settembre abbiamo introdotto le prime pappe. Nel post precedente avrete letto che i neogenitori in Danimarca sono affiancati da una puericultrice, prodiga di consigli estremamente utili. La nostra esperta ci ha consigliato di scaricare le linee guida per lo svezzamento del sistema sanitario danese, disponibili sia gratuitamente in formato ebook che a pagamento (prezzo simbolico) per un libro cartaceo che viene spedito a casa.

Il libretto, che vedete qui sotto, è un libro di consigli e ricette che provvede consigli non solo per lo svezzamento ma anche per la dieta di bimbi e bimbe fino a due anni. Si chiama “Mad Til Små”, cibo per i piccoli, ed è pensato per ispirare la creazione di ricette sane e adatte alla dieta di tutta la famiglia. È corredato da fotografie molto ben curate, il che è stata per me una piacevole sorpresa.

Le pappe che vengono proposte per lo svezzamento sono simili a quelle proposte in Italia, ma con una differenza significativa, a mio parere (a parte la preferenza per alimenti tipicamente…danesi!). Anzichè prescrivere ricette da riproporre per diverse settimane (e con misure specifiche), come credo sia d’uso in Italia presso molti pediatri, l’approccio danese è un poco più rilassato.

Vengono suggerite pappe a base di farine, pappe esclusivamente a base di verdure (broccoli, cavolfiori, pastinaca, patata dolce, zucchine, e una serie di tuberi danesi di cui non conosco il nome in italiano!) e molto presto si inserisce anche la colazione, un porridge d’aveva servito con mousse alla frutta (trovate la ricetta in calce!). Le farine o i fiocchi utilizzati sono generalmente prodotti non “per bebè” – per fare la pappa di riso viene consigliata la farina di riso etc. Se la mamma vuole, può utilizzare come prima pappa una mousse di broccoli e pastinaca! I latticini sono invece off limits fino almeno al nono mese, dunque niente parmigiano. L’allattamento al seno o artificiale è considerato la fonte principale di nutrimento dei piccoli fino all’ottavo mese.

Gli omogeneizzati di sola carne o solo pesce sono praticamente introvabili qui, e generalmente le mamme non vegetariane preparano polpette (con un poco di uovo e cipolla) da surgelare e da inserire nella pappa. La maggior parte delle mamme prepara un misto di verdure e di alimenti proteici (carne, legumi, pesce) sia a pranzo che a cena, tenendo i cereali per la colazione. Niente zucchero, niente succhi ne biscotti per bambini fino ad almeno un anno di età.

A pranzo (e a volte anche a colazione) viene spesso proposta una pappa fatta con fette di pane di segale tenute in ammollo tutta la notte, l’øllebrød (vedi foto).

La merenda a base di frutta viene introdotta abbastanza presto, e così anche i grossi pezzi di verdura e frutta (cetriolo, carota, melone, mango, mela) che i piccoli vengono incoraggiati a tenere in mano e ciucciare durante il pasto, per dare loro la sensazione di essere maggiormente “attivi” durante il pasto. L’autosvezzamento non è ufficialmente consigliato, ma ci sono molte mamme che lo praticano con successo.

Dall’ottavo mese vengono introdotti cubetti di pane di segale con toppings come la crema al salmone affumicato, l’hummus o i pezzetti di avocado (mini hipsters!). Raggiungeremo quel traguardo tra una decina di giorni.

E dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, ecco la ricetta del porridge d’avena. Per realizzarla non cercate prodotti per baby ma semplicemente fiocchi d’avena bio. È meglio utilizzare quelli tritati fini (che qui sono usati anche per fare il porridge in versione adulta, aka senza latte artificiale). Nella foto qui sotto vedete i fiocchi tritati fini a sinistra, e a destra quelli tritati grossi.

Porridge d’avena per la colazione (dai sei mesi)

Ingredienti:

  • 1 dl di avena
  • 2,5 dl acqua fredda
  • 1/2 cucchiaino olio o burro
  • 3 misurini di latte artificiale in polvere
  • 1 cucchiaio di mousse di fragole o altri frutti di bosco (o omogeneizzato alla frutta)

Procedimento:

  1. Porta a ebollizione l’avena e l’acqua in un pentolino.
  2. Abbassa la fiamma e cuoci per circa 2-3 minuti mescolando in continuazione.
  3. Spegni e mescola l’olio o il burro nel porridge. Aggiungi il latte in polvere.
  4. Servi il porridge con la mousse di frutta.

Diventare mamma a Copenaghen

Da quando è nato Sebastian, due mesi fa, ho avuto modo di confrontare la mia esperienza di mamma a Copenaghen con quella delle mie colleghe italiane. Ci sono molti punti in comune ma anche alcune differenze. In questo post, scritto per metà sul cellulare tra una poppata e l’altra e per metà al computer mentre Seb gioca (vedi sopra), tento di esporre in modo conciso la mia esperienza dalla gravidanza ai primi mesi post partum.

1) Le visite in gravidanza. La differenza principale tra l’Italia e la Danimarca è che durante la gravidanza le visite non sono mai effettuate da ginecologi se la gravidanza è senza complicazioni, come nel mio caso. Le visite vengono condotte dalle ostetriche per tutta la durata della gravidanza, con l’eccezione di tre visite dal proprio medico della mutua. Il medico della mutua conduce anche una visita 8 settimane post partum, per verificare la completa guarigione dei muscoli e dell’apparato genitale della mamma.

Il sistema sanitario danese è completamente gratuito, o meglio lo paghiamo con le tasse!, e non esistono ticket o spese extra, nemmeno per le due ecografie previste in gravidanza (terzo mese e quinto mese). Le donne che desiderano ecografie extra si possono rivolgere a cliniche private e pagare di tasca propria. Nel nostro caso non lo abbiamo ritenuto necessario.

2) Il parto. L’ospedale dove ho partorito è lo stesso in cui si svolge la miniserie cult di Lars von Trier…The Kingdom. E’ il meglio attrezzato della Danimarca, e fortunatamente ubicato dietro casa nostra. La sala parto era fornita, tra le altre cose, di un letto comodo dove il partner o la partoriente potevano riposare e di gas esilarante! Anche durante il parto non ho mai visto un ginecologo. A mia disposizione solo le ostetriche, e quando è stato il momento di procedere con l’epidurale ho conosciuto l’anestesiologo. In Danimarca l’epidurale non si prenota. Se le condizioni della paziente sono adatte (quindi per esempio non si è già eccessivamente dilatate) si ottiene. No questions asked. Non esistono esami o colloqui preparatori. Evviva l’epidurale!

Le ostetriche offrono spesso sessioni di agopuntura durante il parto, come è avvenuto nel mio caso (per aumentare le contrazioni dopo che mi hanno tolto l’epidurale in fase di espulsione), o usano tecniche di massaggio come il rebozo. Le luci sono state mantenute molto basse per ricreare un ambiente confortevole e…casalingo.

Dopo il parto vengono serviti alcuni snack su un vassoio con le bandierine danesi! E viene generalmente offerto di tornare a casa propria o di recarsi in un ‘hotel post parto’ (vedi foto sopra). Per entrambe le opzioni si va via già tra le 4-6 ore dopo se il parto si è svolto senza complicazioni. Noi abbiamo scelto di approfittare della seconda scelta. Il vantaggio degli hotel post parto è che sono strutture pubbliche ma hanno l’aspetto e la struttura di hotel veri e propri, ma il bagno è fornito di pannolini per bimbi e mamme, mutande usa e getta per le mamme, e la stanza ha una culla a ruote che è possibile portare in giro per l’hotel. Nell’hotel post parto in cui siamo stati i pasti sono gratis per la mamma (colazione, pranzo, cena, merenda di pomeriggio e torta di mattina) e costano poco per il partner e eventuali ospiti.

Sia che si vada subito a casa propria o in hotel, si viene visitati da due ostetriche che danno istruzioni sul periodo post partum e forniscono una serie di documenti davvero utili che spiegano tutto nei dettagli, dall’ allattamento alla salute della mamma! Il mio documento preferito era un grafico che illustrava perfino il colore e la frequenza di cacca e pipi (vedi foto sotto).

Come credo avvenga in Italia, bimbi e mamme sono visitati il terzo giorno dopo il parto. La visita qui è svolta da ostetriche.

3) La community nurse aka l’infermiera neonatale! Questa è la parte che preferisco. La Danimarca prevede che tutte le donne che hanno partorito siano visitate a casa propria e aiutate da un’infermiera neonatale specializzata in allattamento e sviluppo del bambino. Qui sotto la vedete in azione mentre pesa Sebastian. La nostra infermiera viene in bici munita di zaino completo di tutti gli strumenti necessari! Questa donna mi ha dato consigli preziosi basati su ricerca scientifica, e sono sicura che è anche grazie a lei se il nostro piccolo mangia e dorme come deve. L’infermiera ci da anche consigli su come parlare al bambino, come stimolarlo e come NON stimolarlo, come sviluppare le capacità motorie e come aiutarlo ad addormentarsi.

Le visite si svolgono quando il bimbo ha circa 5 giorni, 10 giorni, 3 settimane, 2 mesi, 8 mesi. Se si è al primo parto, l’infermiera viene anche al quarto mese dopo il parto.

Con l’infermiera comunico spesso anche via sms, come quando mi ha chiesto di inviarle una foto della ferita ombelicale di Seb che dava segni di arrossamento anomalo, o della sua unghia incarnita.

Le mamme danesi vengono provviste di tutte le informazioni necessarie non solo per monitorare la salute dei bambini, ma anche per provvedere al loro sviluppo psicomotorio. Il sistema sanitario danese ha anche creato un’app a pagamento (circa 3 euro) che aiuta i neogenitori a monitorare la crescita dei bebè e contiene tutte le linee guida ufficiali relative a allattamento, salute del bambino e salute della mamma. Le stesse informazioni si trovano gratuitamente sul sito del ministero della salute, ma l’app è anche fornita di utili features di geolocalizzazione come la lista interattiva di posti breastfeeding friendly e dei locali provvisti di fasciatoio, e una funzione che riproduce rumore bianco (sove lyd in danese) per far addormentare i bimbi. Ecco uno screenshot dell’app.

4) Mødregruppe, il gruppo delle mamme. Ci vuole un villaggio per crescere un piccolo…e anche un gruppo di mamme. Il sistema sanitario danese prevede che ad ogni mamma venga offerta la possibilità di fare parte di un mødregruppe, o gruppo di mamme. Generalmente il gruppo è composto da 6 mamme che vivono nello stesso quartiere, nel mio caso a max 500 metri una dall’altra, e che hanno partorito piu’ o meno nella stessa settimana. Il gruppo viene formato dalle community nurses e le mamme ricevono un sms con istruzioni precise riguardo a dove avviene il primo meeting. Tutti gli incontri sono curati dalle mamme stesse che decidono di cosa discutere e si svolgono a casa di queste o in altri locali concordati dal gruppo. Gli incontri sono settimanali.

5) Dulcis in fundo…in Danimarca ho scoperto le culle pensili o amache per bebè. Qui vanno molto di moda, e anche noi ne abbiamo appena comprata una che vedete in azione qui sopra! Questa è di Natures Sway, una marca neozelandese, e sembra avere un potere soporifero grazie al movimento dolce e alla forma avvolgente. Si può appendere allo stipite delle porte (cambiandone posizione ogni volta che si desidera) oppure al soffitto… o al ramo di un albero per sonnellini all’aperto. L’amaca è portatile e si trasforma dunque in comoda culla da viaggio.

Questo è tutto, per ora. O quasi! Siamo già andati a visitare alcuni asili nido come questo che vedete qui sotto. A Copenhagen bisogna mettere i bimbi in lista d’attesa al più tardi al quarto mese di età. Le carrozzine in legno che vedete nella foto sono tipiche degli asili nido danesi, e sono posizionate in una stanza senza riscaldamento. E’ qui che tutti i bambini fanno i riposini pomeridiani ogni singolo giorno, anche durante l’inverno. Se i genitori ne danno il permesso scritto, è anche possibile fare in modo che i bimbi dormano all’aperto in carrozzine apposite (è possibile fino ai meno dieci gradi di temperatura esterna!). Questa è un’ usanza davvero molto diffusa.

Ci vediamo presto sulle pagine di questo blog, ora che ho appreso l’arte di scrivere al computer mentre mio figlio dorme appisolato nel marsupio…

Le baby box danesi

Quasi tutti i supermercati danesi e molti negozi per l’infanzia offrono una baby box in regalo a coloro che stanno per avere/hanno appena avuto un bimbo o una bimba…naturalmente le ho dovute testare tutte, come vedete nella foto sopra. Le scatole contengono prodotti utili alle famiglie: pannolini, biberon, ciucci, prodotti per la cura del corpo…e coupon e sconti vari (tra cui anche due mesi di abbonamento a Viaplay!).

Queste baby box non sono offerte dal governo come accade in Finlandia, ma sono create da privati a scopo di marketing. Per farne richiesta occorre lasciare i propri dati personali e l’email e iscriversi alla newsletter dei negozi (per poi disiscriversi subito come ho fatto io!).

Ma ecco qui le scatole e il loro contenuto. Iniziamo dalla LIDL.

Queste invece erano in regalo con due supermercati della catena Coop – rispettivamente Fakta e Super Brugsen.

REMA 1000, un discount norvegese, mi ha regalato una busta molto grande con dentro anche due doni molto graditi, in aggiunta ai soliti pannolini e salviette and co.: pannolini da piscina e due coupon per ordinare la spesa online.

Infine Baby Sam, una catena di negozi per l’infanzia:

Mancano all’appello ancora due baby box che devo ritirare…ma per i primi giorni credo che di pannolini ne avremo!

Lo yogurth di soia fatto in casa: una ricetta rapida

Se come me avete una yogurtiera vi consiglio di sperimentare con la produzione di yogurth di soia. Il procedimento è lo stesso dello yogurth normale, cambiano solo gli ingredienti! Il risultato che ho ottenuto è perfetto in termini di gusto e consistenza. A mio parere il gusto dello yogurth fatto in casa è più simile allo yogurth di latte di mucca :)

Vi occorre:

– un litro di latte di soia non dolcificato (io ho usato Provamel) con un contenuto di grassi intorno ai 2 grammi, non di meno altrimenti il risultato sarà troppo liquido.

– 125 grammi di yogurth di soia non dolcificato, il vostro ‘starter’. In questo caso ho usato lo yogurth della Alpro.

– una yogurtiera – io uso quella con vasetti di vetro della Girmi.

Come procedere:

Riscalda il latte di soia fino a raggiungere 40 gradi centigradi. Unisci lo yogurth a temperatura ambiente e mescola bene fino a dissolverlo del tutto. Versa il liquido nei vasetti e senza sigillarli chiudi il coperchio della yogurtiera e lascia fermentare per 10 ore esatte. Se lo fate durante il giorno ponete la yogurtiera su un ripiano che non sia soggetto a scosse improvvise.

Bon apetit!

Cosmetici ecobio in gravidanza: i miei preferiti

In gravidanza molte donne scelgono di usare cosmetici ecobio. Nascondere le occhiaie, spesso causate dall’insonnia, e le imperfezioni della pelle provocate dagli ormoni senza mettere troppo a rischio la salute del nascituro è sempre piu semplice, fortunatamente.

In questo post vi mostro i miei cosmetici preferiti. Alcuni costano parecchio, altri si trovano al supermercato per pochi euro. Alcune di queste marche, come Dr. Hauschka, le ho scoperte da poco, altre le utilizzavo prima di essere incinta. La mia pelle e’ mista. Tutti questi cosmetici non sono testati su animali e sono certificati biologici.

Nella foto sopra vedete il fondotinta 100% organic Vapour Organic Beauty Soft Focus Foundation (comprato online su Naturisimo). E’ una marca americana che utilizza estratti botanici in tutti i suoi prodotti: ha un profumo floreale molto delicato e la consistenza è morbida e leggera (poco coprente con una sola applicazione). Lascia la pelle bene idratata – il primo ingrediente è l’olio di camelia, il secondo olio di semi di girasole – e da una colorazione omogenea all’incarnato. Costa parecchio, me ne vale la pena, e dura molto dato che ne basta una piccola applicazione.

Il bronzer (fard) che sto usando è di Dr.Hauschka, ha una colorazione aranciata naturale e un profumo di oli essenziali molto delicato e piacevole! Contiene jojoba, hamamelis virginiana, salvia e carota, e non secca per nulla la pelle. Vale decisamente il suo prezzo.

Il correttore è di Lavera, il Natural Concealer Bio, e si compra al supermercato (io l’ho trovato all’Esselunga). E’ leggero e piuttosto liquido.

I rimmel ecobio sono i cosmetici naturali che mi convincono di meno…quello che vedete sopra è il mascara Volume di Dr. Hauschka, secondo molte recensioni uno dei migliori in commercio. Gli ingredienti sono ottimi per le ciglia (olio di ricino per esempio, la candelilla e la seta) e il colore è molto intenso, ma lo trovo un po’ troppo difficile da applicare…forse l’assenza di siliconi fa la differenza. Non lo uso tutti i giorni ma lo alterno ad un altro rimmel di una marca danese senza nikel.

I rossetti ecobio sono una delle scoperte migliori: non seccano le labbra come i rossetti normali, hanno un sapore e un profumo decisamente migliore e sono molto morbidi. Qui vedete due marche molto economiche: il rossetto in tinta First Love di Benecos, che costa 5 euro ed è a base di olio di ricino, lanolina e jojoba, e il rossetto Matt’n Pink di Lavera (a destra) a base di ricino, cera carnauba e olio di bacche. Vi ho messo i link al sito di Ecco Verde dove potete esplorare tutti gli ingredienti e le loro proprieta.

Infine per la base queste sono le mie creme ecobio preferite:

La crema a sinistra agli alfa idrossi acidi e’ di Mellisa, una marca danese biologica a base di estratti botanici che potete trovare qui.  Il siero antiage a destra si chiama Hydrating Firming di Green People, una marca inglese che non solo è completamente ecobio e priva di SLS, siliconi, parabeni, petrolati, agenti schiumogeni aggressivi e fragranze sintetiche, ma dona anche il 10% sul totale di ogni acquisto in beneficienza. Entrambe sono fantastiche! Quella agli AHA la uso di notte, il siero di giorno.

Spero che questa lista di prodotti vi sia utile, incinte o meno…evitare petrolati, siliconi e ingredienti tossici fa bene a tutti. Se siete interessate a saperne di piu sulla cosmetica naturale vi segnalo anche questi siti:

Un forum dove potete trovare risposte a quasi tutti i vostri quesiti e’ Sai Cosa ti Spalmi. Un ottimo sito di e-commerce italiano e’ Ecco Verde. 

Il Calderone Alchemico ha un’ottima lista di ricette per realizzare cosmetici naturali in casa.

Mercatini di Natale alternativi a Copenaghen (2017)

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Photo by Kødbyens hyggeligst julemarked

I mesi di novembre e dicembre a Copenaghen sono il periodo perfetto per fare compere natalizie: quasi ogni weekend fino al Natale potete esplorare diversi mercatini (in danese julemarked). Sappiate però che i mercatini più tradizionali sono anche, purtroppo, i più turistici. Vi troverete moltissima merce Made in China che viene spacciata come realizzata artigianalmente in Scandinavia… Uno di questi si trova sul canale a Kongens Nytorv – solitamente quello preferito da turisti muniti di Lonely Planet :)

Questo post è dedicato a tutti gli altri mercatini, quelli prediletti dai danesi. Inizio subito da quello che si tiene a inizio dicembre nel quartiere trendy di Kødbyen (ex mattatoio di Copenhagen), il Kødbyens Hyggeligste Julemarked (foto sopra). Qui troverete oggetti di design, cibo e bevande per rifocillarvi. Il 3 e 4 dicembre dalle 10 alle 18.

Passate anche dal mercatino di Christiania, che si tiene dal 9 al 20 dicembre alla Grå Hal di Christiania, dalle 12 alle 20. Nato negli anni settanta, questo julemarked presenta una selezione coloratissima di artigianato, prodotti cosmetici e candele naturali e arte.

Gli amanti del design e del DIY raffinato apprezzeranno sicuramente l’annuale mercatino organizzato dagli studenti della scuola danese di design, arte e architettura (KADK). Sempre preso d’assalto dai locali, si svolge sabato 26 novembre dalle 10 alle 17 in Philip de Langes Allé 10. Preparatevi a sgomitare!

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Un ottimo mercatino di giovani designer indipendenti si svolge a Nørrebro in Jaegesborgade, il 28 e 29 novembre dalle 10 alle 16. Questo è uno dei miei preferiti. Ottima scelta di cibo vegan e vegetariano sulla strada.

Altro ottimo mercatino di design è lo Julemarked organizzato da Victoria Ceramic Studio, dove potrete spendere un sacco di soldi tra un dolcetto di natale e un the preparato da qualche giovane textile designer locale. Si svolge il 1, 2 e 3 dicembre in Vesterbrogade 24B kld (venerdì 12 – 19, sabato 10 – 17, domenica 10 – 17). Link alla pagina FB qui.

A chi piace la birra e vuole visitare un mercatino di tipo più tradizionale consiglio invece lo julemarked che si tiene all ex stabilimento Carlsberg! I weekend del 1. – 3. dicembre e 8. – 10 dicembre dalle 10 – 17. Qui tutte le info.

Divertitevi e ricordatevi ombrello e vestiti caldi!